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Sait, si riapra subito il tavolo di confronto con i sindacati

Oggi l'incontro tra i lavoratori cassintegrati in consiglio provinciale per chiedere trasparenza su esuberi ed esternalizzazioni. Dal presidente e dai gruppi consiliari l'impegno a sollecitare la giunta

I lavoratori cassintegrati di Sait la chiamano ormai “operazione verità”, cioè la richiesta di avere massima trasparenza sui 127 esuberi programmati dal consorzio e sul ricorso alle esternalizzazioni. Una richiesta che oggi, insieme a Filcams del Trentino, questi dipendenti hanno portato all'attenzione del Consiglio provinciale, incontrando il presidente del Consiglio Bruno Dorigatti e i rappresentanti di tutti i gruppi consiliari. Assenti gli assessori, sia quello al Lavoro sia quello alla Cooperazione.

Nel corso dell'incontro il segretario della Filcams trentina ha illustrato la situazione di scarsa trasparenza con cui i vertici Sait stanno gestendo cassa integrazione ed esuberi. “Apprendiamo dai lavoratori che mentre i dipendenti vengono messi in cassa il consorzio aumenta il numero di lavoratori esternalizzati che svolgono servizi in magazzino – ha detto Caramelle -. Abbiamo chiesto più volte dati precisi, ma non c'è mai stata data risposta. Abbiamo il dubbio che si stia procedendo ad un'operazione di sostituzione di manodopera e, non a caso, abbiamo chiesto l'intervento del Servizio Ispettivo della Provincia”. Caramelle ha ricordato che già entro questo mese l'azienda potrebbe far partire i licenziamenti. “Restiamo convinti che non ci siano condizioni tali da giustificare il taglio di 127 posti di lavoro, ma solo la volontà di far pagare ai dipendenti le scelte sbagliate dei vertici”. Da qui la sollecitazione alla politica ad intervenire sostenendo la richiesta di trasparenza e il diritto di informazione dei lavoratori. Ma non solo. “Se venisse confermata nei fatti la sostituzione di lavoro, crediamo che la politica avrebbe anche gli strumenti per intervenire sulla responsabilità di chi ha gestito ieri e continuare ancora oggi a gestire Sait”. A sostegno della vertenza Sait è intervenuto anche il segretario della Cgil del Trentino, Franco Ianeselli stigmatizzando l'assenza di responsabilità sociale di Sait in questa vicenda. “Sait non è un'azienda qualsiasi. Ha una storia e si riconosce in precisi valori condivisi dalla nostra comunità – ha sottolineato Ianeselli – per questo ci saremmo aspettati un di più di responsabilità sociale e di trasparenza da parte del consorzio. L'appello è anche alle istituzioni, perché per la loro competenze, facciano sentire questa pressione”. Il segretario della Cgil ha ricordato anche l'assoluto silenzio del consorzio e della cooperazione su un possibile piano sociale. “Ci sono strumenti nel documento di politiche del lavoro che prevedono a fronte di un investimento delle aziende un contributo anche della Provincia per rendere meno drammatica la transizione. E' stata sperimentata in altri casi. Anche su questo la responsabilità di Sait tace”.

Il presidente del Consiglio insieme a consiglieri di maggioranza e opposizione ha ascoltato con attenzione i sindacati; nei loro interventi non hanno nascosto il rammarico e l'amarezza per il comportamento poco chiaro di Sait e per la sorte dei lavoratori. Tutti hanno concordato, con sfumature diverse, di intervenire in maniera compatta per trovare una via d'uscita. Dunque è arrivata la proposta di sintesi della presidenza sulla necessità di riaprire un tavolo di confronto tra azienda e sindacati, che veda anche il coinvolgimento della politica. Il presidente Dorigatti ha assicurato che una volta formalizzata questa posizione, verrà subito posta all'attenzione della giunta provinciale e degli assessori competenti, perché si attivino in tempi rapidissimi per aprire una trattativa e trovare, dunque, delle possibili soluzioni.


Trento, 5 ottobre 2017







 

 

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