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Emigrazione giovanile, aumento preoccupante

Ianeselli: “In un mercato del lavoro aperto è normale che ciascuno cerchi di realizzarsi dove le condizioni sono migliori. E' grave che da noi la mobilità sia solo in uscita”

“Il fatto che i giovani trentini qualificati, più dei loro coetanei nel resto del Paese, scelgano di emigrare per cercare all'estero migliori occasioni di realizzazione professionale è un fenomeno preoccupate. Il problema non è tanto che i ragazzi e le ragazze con un buon titolo di studio e vaòide competenze varchino i nostri confini, perché questo è normale in un mercato del lavoro di respiro europeo. Il problema è che questa mobilità è quasi prevalentemente in uscita: non ci sono altrettanti giovani che dai Paesi esteri vengono in Italia e in Trentino per trovare un lavoro all'altezza delle loro competenze. Questo è grave”. Non nasconde la propria preoccupazione il segretario della Cgil del Trentino, Franco Ianeselli, di fronte all'analisi dell'Istat sull'emigrazione dei giovani cervelli italiani. “I giovani, anche quelli che hanno percorsi formativi eccellenti, vanno via perché anche in Trentino non trovano risposte alle loro attese – prosegue Ianeselli -. E' la dimostrazione che esiste un problema di qualità del tessuto imprenditoriale locale e di incapacità, in Trentino e in Italia, di valorizzare il capitale umano”. Se non si inverte questa rotta, per il segretario trentino, si rischia un impoverimento non solo dei giovani, ma di tutta la nostra comunità. “Nei fatti l'Istat certifica un posizionamento verso il basso delle scelte professionali da parte delle aziende, che produce questo scollamento tra domanda e offerta di lavoro – prosegue Ianeselli-. Se i migliori vanno via, però, rischiamo di spingere la nostra società verso il declino. Per questa ragione è fondamentale prendere atto una volta e per tutte che un problema grave esiste e lavorare per creare i presupposti non solo per fare rientrare chi tra questi giovani lo desidera, ma anche per rendere più attrattivo il nostro territorio e richiamare, così, anche talenti di altri Paesi che possono contribuire alla crescita della nostra comunità”. E a tal proposito Ianeselli rilancia il progetto, varato un paio di mesi fa dalla Provincia, per creare reti tra giovani qualificati che hanno scelto di emigrare, per mantenere forte il legame con il territorio di partenza, ma anche per creare occasioni di rientro. “E' opportuno che questo progetto decolli nel modo migliore”, conclude Ianeselli.





Trento, 27 settembre 2017







 

 

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