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Appalti, si tuteli la qualità del lavoro di tremila addetti

Filcams: serve un contratto integrativo provinciale. Lo chiediamo dal 2013, ma le aziende si oppongono

“Il problema delle gare d'appalto sui servizi non è tanto se vincono aziende locali o da fuori provincia. La questione vera è che si costruiscano bandi con criteri stringenti che tutelino la qualità del lavoro e i lavoratori, che si rispettino le regole. Oggi questo non avviene”. Dopo le confederazioni, Cgil Cisl Uil del Trentino, anche Filcams del Trentino riprende posizione sulla gestione degli appalti di servizio in Provincia di Trento, ribadendo la necessità di una clausola sociale stringente, ma anche di un contratto integrativo provinciale di settore. “Bisogna costruire bandi con regole chiare – spiegano Paola Bassetti e Francesca Delai che per la Filcams del Trentino seguono le lavoratrici e i lavoratori del settore -. Ed è per questa ragione che dal 2013 chiediamo un contratto integrativo provinciale per i lavoratori delle pulizie. In questo modo si sarebbero evitati molti dei problemi che continuiamo ad affrontare quotidianamente con i lavoratori e le lavoratrici. Sono state le aziende a dire no a questa proposta. Quelle stesse aziende che oggi chiedono alla Provincia di intervenire per modificare il bando sulle pulizie e tutelare se stesse”.

Per la Filcams il problema è a monte. “La Provincia non può dire di comprendere le preoccupazioni delle imprese senza vedere che il problema parte da dentro casa loro. E' Apac, l'Agenzia provinciale per gli appalti e i contratti, che costruisce i bandi di gara e questi ultimi, quello delle pulizie, come quello del portierato e della somministrazione pasti nelle case di riposo della Valsugana, non garantiscono come si dovrebbe la qualità del servizio e del lavoro. Di fatto non sono coerenti con quanto prevede la stessa legge provinciale sugli appalti”, insistono le due sindacaliste.

Il problema riguarda moltissimi lavoratori e lavoratrici, almeno tremila in provincia. “Si costruiscono capitolati in cui di fatto si permette alle stazioni appaltanti di fare cassa sui servizi, tagliando qualità e costo del lavoro – proseguono Bassetti e Delai -. Per questa ragione è urgente che si torni a discutere di un contratto integrativo provinciale. Non siamo contrari al fatto che i servizi vengano gestiti anche da aziende locali, ma per noi la priorità è che i bandi siano costruiti in modo tale da tagliare fuori le realtà poco serie, che vincono sulla pelle dei lavoratori. Questo dovrebbe essere l'unico criterio”.




Trento, 26 settembre 2017







 

 

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