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Mercato del lavoro in Trentino. A giugno la disoccupazione cala al 5,6 per cento

Il numero di persone occupate è in crescita, stabile il tasso di inattività. Ianeselli (Cgil del Trentino): “Segnali positivi. Adesso è fondamentale rafforzare la ripresa investendo in conoscenza e migliorando le condizioni di lavoro”

Mercato del lavoro in Trentino. A giugno la disoccupazione cala al 5,6 per cento

Migliora la situazione del mercato del lavoro trentino. Dopo i dati positivi sulle assunzioni diffuse dall'Osservatorio dell'Agenzia del Lavoro, oggi un'ulteriore conferma arriva dall'indagine trimestrale sulle forze lavoro dell'Istat. A giugno, nella nostra provincia, la disoccupazione si è attestata al 5,6 per cento, un punto in meno rispetto allo stesso periodo dell'anno scorso, e in miglioramento per il secondo anno consecutivo. La disoccupazione si riduce sia per gli uomini (6 per cento) sia per le donne (5 per cento). In totale le persone senza un'occupazione sono 14mila.

Il Trentino riduce anche il gap con l'Alto Adige. In provincia di Bolzano la disoccupazione si ferma comunque al 3,3 per cento.

Parallelamente cresce il tasso di occupazione che raggiunge il 67,4 per cento per un totale di 236mila occupati. E' ancora ampio il divario tra maschi (72,6 per cento) e femmine (62,2 per cento), anche se l'occupazione femminile si è rafforzata in misura maggiore negli ultimi dodici mesi.

Un ulteriore segnale incoraggiante arriva sul fronte del tasso di inattività, cioè le persone che non hanno un lavoro e non lo cercano: a giugno questo indicatore è pari al 28,5 per cento, leggermente in calo rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente.

In salita il tasso di attività, che raggiunge il 71,5 per cento.

“Questi dati Istat ci parlano di una tendenza già evidenziata dall'analisi dell'Agenzia del Lavoro e cioè che anche in Trentino è in corso una ripresa economica con effetti positivi sull'occupazione e la disoccupazione – sostiene Franco Ianeselli -. Pur consapevoli che si tratta di dati parziali possiamo prendere atto che le misure introdotte a sostegno dell'occupazione stanno producendo dei risultati”. Il segretario della Cgil trentina però aggiunge: “Per consolidare questa dinamica e avere risultati durevoli nel tempo è indispensabile puntare alla produttività del nostro sistema economico, investendo sulla conoscenza a tutti i livelli, sulla formazione dei lavoratori e sulla qualità del lavoro, anche migliorando le condizioni di chi lavora in termini economici, di tutele e di stabilità. I dati Istat ci parlano di quantità e non di qualità del lavoro, e anche su questo secondo aspetto che deve concentrarsi la nostra attenzione dopo anni in cui abbiamo assistito ad un appiattimento verso il basso delle condizioni dei lavoratori”.

Il segretario della Cgil trentina guarda anche agli effetti della trasformazione tecnologica sul mercato del lavoro. “Dobbiamo attrezzarci di fronte a questo significativo cambiamento, per massimizzarne i vantaggi e soprattutto ridurre al minimo le perdite, in termini di occupazione. Il che vuol dire scommettere ancora sulle politiche attive del lavoro, sostenendo la formazione e la riqualificazione dei lavoratori, degli occupati e di chi affronta una fase di transizione”, conclude Ianeselli.



12 settembre 2017

 

 

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