NEWS

Paganella Ovest, Eni lascia a casa quattro addetti alle pulizie

Filcams e Fisascat: “L'azienda fa profitto sulla pelle dei lavoratori, che sono a casa da giugno senza stipendio né sostegno di disoccupazione”.

Si è conclusa con la mancata riassunzione dei lavoratori il cambio d'appalto del comparto oil, per l'area di servizio Paganella Ovest. A restare a casa sono stati i quattro addetti alle pulizie del distributore di carburante. Nonostante le sollecitazioni dei sindacati, l'interessamento dei vertici di Autostrada del Brennero e il parere del Ministero del Lavoro, Eni ha deciso di non riassumere questi lavoratori. “Siamo di fronte all'ennesimo caso di cattiva gestione di un cambio appalto – accusano Paola Bassetti di Filcams Cgil e Ermanno Ferrari di Fisascat Cisl -. I lavoratori pagano il prezzo del perverso sistema degli appalti: l'azienda vince la gara, subentra e continua a fare fatturato, i lavoratori vengono lasciati a casa. In questo caso anche senza nessun sostegno economico”.

I quattro addetti non hanno stipendio da giugno e non possono fare domanda per il sussidio di disoccupazione, in quanto a livello nazionale è in atto una procedura di mobilità vincolante, attiva fino al termine del 2017. “Stiamo parlando di lavoratori con carichi familiari importanti, in famiglie monoreddito e che ad oggi sono in arretrato con il pagamento degli affitti e spese varie – denunciano i sindacati -. Il tutto per la rigidità di Eni Spa che si rifiuta di riconoscere la clausola sociale del contratto nazionale e il parere del Ministero, che prevedeva l'obbligo della riassunzione per tutti i lavoratori coinvolti nei cambi di appalto relativi ai servizi erogati nelle aree di sosta di Autostrada del Brennero, anche quelli delle pulizie”.

A ciò si aggiunge che Eni è, comunque, vincolata a garantire il servizio di pulizia dei servizi igienici del distributore di benzina, che attualmente eroga probabilmente con personale di aziende in subappalto.

Resta il fatto che fino a questo momento tutte le richieste e le sollecitazioni hanno trovato la totale indisponibilità di Eni e questi lavoratori sono gli unici, nel cambio appalto per le aree di servizio in Trentino, che non hanno visto riconfermato il proprio posto di lavoro. “L'unica considerazione è che in questa situazione l'obiettivo di Eni sia quello di realizzare profitto, sulla pelle delle famiglie di questi lavoratori retribuiti con 6,8 euro lordi l'ora. Auspichiamo che sulla questione prendano posizione anche le istituzioni perché si rischia un grave precedente in vista dei prossimi cambi appalto”.






Trento, 5 settembre 2017


 

 

TORNA SU