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Industria Italiana Porfido, sospeso lo sciopero dei lavoratori

Nella settimana del 21 agosto l’incontro tra l’azienda e le ditte contigue per verificare l’ipotesi di aggregazione dei lotti.

È sospeso lo stato di agitazione portato avanti nell’ultima settimana dai lavoratori di Industria Italiana Porfido, azienda operante nella cava n.13 di Albiano, località Montegaggio, a causa di paventati licenziamenti.

L’azienda, al termine di un incontro tenutosi questo pomeriggio con il Comune di Albiano e i sindacalisti Moreno Marighetti, Fillea CGIL, e Fabrizio Bignotti, Filca Cisl, ha firmato un verbale con cui si è impegnata a vagliare altre possibili soluzioni previste per legge come l’unificazione di più lotti (art. 33 bis, legge n.7 ottobre 2006) o il progetto unitario di coltivazione di aree di proprietà comunale (art. 34, legge n.7 ottobre 2006).

La legge provinciale sulle cave, infatti, prevede che il Comune possa, su richiesta dei concessionari e previo parere favorevole del comitato cave, unificare due o più lotti contigui (art. 33 bis) o approvare un progetto unitario per la coltivazione di aree contigue oggetto di concessioni diverse (art. 34). Opzioni che, come ribadito più volte dai sindacati, darebbero la possibilità all’azienda di continuare a lavorare e ai lavoratori di salvaguardare il posto di lavoro. Nello specifico, potrebbero essere accorpati il lotto n.13 dell’Industria Italiana Porfido con il lotto n.14 della S.E.P.A e il n.15 di E.L.P.P.A. Nella settimana del 21 agosto è atteso un nuovo incontro proprio tra il Comune di Albiano, Industria Italiana Porfido, SO.GE.CA, la società che gestisce le cave, e le ditte contigue per verificare la fattibilità di tali proposte.

«È stato un confronto acceso che ha portato a un importante passo avanti – commenta Moreno Marighetti, Fillea CGIL – il Comune di Albiano, nel verbale, ha ribadito la ferma opposizione all’ipotesi del licenziamento degli operai e ha ricordato il vincolo del mantenimento dei livelli occupazionali a cui l’azienda è tenuta per legge. Qualora l’azienda non dovesse vagliare le soluzioni proposte, dunque, sarebbe passibile di ritiro della concessione e andrebbe a violare il protocollo siglato da Comuni e Associazioni Imprenditoriali».

A rischiare di perdere il posto, in particolare, sarebbero 5 operai specializzati per un’azienda che già negli ultimi anni ha visto calare il numero dei suoi dipendenti da 50 a 35, fino agli attuali 15, e ha esaurito tutti gli ammortizzatori sociali. Fabrizio Bignotti, Filca Cisl, inoltre, evidenzia: «Una diminuzione dei dipendenti di Industria Italiana Porfido andrebbe anche a ostacolare l’escavazione delle ditte vicine e potrebbe causare ulteriori esuberi in altri aziende».

«Ci auguriamo – concludono Marighetti e Bignotti – che l’azienda voglia fare un passo indietro e desista dal licenziare. Al momento, sospendiamo lo stato di agitazione, anche se lo non ritiriamo completamente. Qualora si dovesse andare avanti sul piano licenziamenti, torneremo a farci sentire».


Trento, 10 Agosto 2017

 

 

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