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Civica Zandonai: un nuovo pasticcio

Ritardi e scelte tampone deleteri per lavoratori e offerta formativa

Ancora una volta i ritardi, i rinvii, le scelte provvisorie “costringono” Comune e Provincia a un compromesso: al ribasso per la qualità dei contratti di lavoro e della didattica. Il Comune di Rovereto, a giugno, ha chiesto alla scuola musicale Jan Novàk di Villa Lagarina la disponibilità a proseguire con l’appalto che ha contribuito a mantenere viva l’attività musicale della scuola Zandonai, portando avanti un progetto didattico concreto e con buoni risultati. Messo di fronte a un ricorso al Tar, promosso da un’altra scuola musicale, il Comune ha chiesto aiuto alla Provincia per trovare una soluzione alternativa alla proroga. La Provincia ha dunque intrapreso quella che, secondo le valutazioni fatte, risultava l’unica strada possibile: una sorta di “coordinamento”, di “rete” tra le scuole della Vallagarina.

«Questa opzione – precisa però Stefano Galvagni della Fp Cgil - non può prescindere da alcuni pilastri, quali l’applicazione del contratto delle scuole musicali trentine, la salvaguardia dei posti di lavoro e la continuità didattica. Già in primavera ho incontrato i lavoratori della Zandonai e della Novàk che operano alla Zandonai, raccogliendo tutte le loro preoccupazioni. La proposta fatta alle tre scuole, infatti, nei principi parla di salvaguardia dei posti di lavoro ma la cosa sarà difficile se non impossibile da attuare, dato che lo stesso numero di ore di insegnamento verrà “spalmato” su tre scuole anziché una. Ci saranno docenti che perderanno fino al 40% del loro stipendio. Questo è salvaguardare posti di lavoro? E non ci si venga a dire che il totale non cambia, perché ci sono persone che, operando da 9 anni alla Zandonai, hanno investito molto, fatto scelte anche di vita importanti e ora rischiano di trovarsi a terra. E come la mettiamo poi per la continuità didattica? Questa sorta di “spezzatino” proposto a partire da settembre non garantisce continuità: ci troviamo di fronte a tre modelli organizzativi diversi, a modalità gestionali e operative diverse».

Uno dei punti cardine dell’intero ragionamento è anche il fatto che: «Una delle tre scuole non applica il contratto collettivo ma un contratto in deroga, peggiorativo». E ancora: «Facendo così si rinuncia alla clausola sociale, e dunque alla continuità lavorativa. Questo istituto è valido nel campo degli appalti per i nidi e le biblioteche, perché non può essere lo stesso alla Civica? Solitamente, in queste strutture pubbliche dove il servizio viene appaltato, cambia eventualmente il datore di lavoro ma non il personale».

La Fp Cgil vuole garanzie sulla clausola sociale e chiede se il Comune abbia valutato l’impatto che avrà mettere in pratica questo “spezzatino” gestionale. «Proponiamo che si confermino i corsi consolidati alla Novàk e si pensino corsi nuovi e straordinari per le altre scuole. Usiamo le convenzioni per arricchire l'offerta e non per penalizzare gli insegnanti. Non siamo contrari a costruire una “rete” delle scuole, anzi. Ma questo passaggio va programmato, sviluppato e strutturato all’interno di regole condivise e rispettate».

 

 

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