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Aperture dei negozi, giusto chiedere maggiore autonomia

Caramelle (Filcams): presa di posizione opportuna, anche se rischia di arrivare tardi. La liberalizzazione ha peggiorato le condizioni di lavoro e non ha portato ad un aumento dei consumi

“A forza di insistere sulla necessità di cambiare su orari e aperture dei negozi, forse finalmente qualcosa si muove anche in Provincia. E' da tempo che chiediamo una presa di posizione forte da parte delle due giunte provinciali su questa questione. Fino ad oggi avevamo ottenuto solo impegni verbali, nessun fatto. Oggi c'è una prima significativa novità”. Per il segretario generale della Filcams del Trentino, Roland Caramelle, la lettera dei due governatori del Trentino e dell'Alto Adige al presidente del Consiglio, Paolo Gentiloni, va dunque nella giusta direzione. “Dobbiamo però constatare con rammarico che è una presa di posizione che rischia di arrivare tardiva. Il Trentino avrebbe dovuto dimostrare maggiore coraggio e anche una visione più coerente all'economia del nostro territorio muovendosi da subito, con maggiore coraggio. Altre regioni, come il Friuli Venezia Giulia e la Toscana, lo hanno fatto pur battendo contro il muro della Corte costituzionale. Da noi, invece, si è preferito attendere. Resta, comunque, il fatto che si tratta di una richiesta che condividiamo e che va incontro alle esigenze dell'economia del nostro territorio, ma come noi auspichiamo anche nella direzione di migliorare le condizioni delle lavoratrici e dei lavoratori del commercio, che sono quelli che con la liberalizzazione hanno pagato il prezzo più alto”.

Caramelle sottolinea ancora una volta, infatti, che la liberalizzazione di orari e aperture introdotta dal governo Monti non ha portato i vantaggi attesi. “I consumi non sono cresciuti, la vita dei lavoratori e delle loro famiglie è peggiorata. Gli unici che ne hanno avuto un vantaggio sono stati i grandi punti vendita”, prosegue il segretario.

Bene dunque rivendicare l'autonomia di decisione per costruire un modello di sviluppo coerente anche con le esigenze del territorio. “E' però opportuno che accanto a queste scelte si punti anche su politiche in grado di mantenere vive anche le periferie, evitando lo spopolamento, con servizi e dunque opportunità di lavoro. Anche sulle aperture dei negozi serve un ragionamento che tenga conto delle peculiarità montane e delle esigenze dei lavoratori e dei cittadini e non sarà invece una norma ad hoc per evitare l'arrivo della concorrenza da fuori regione”, conclude Caramelle.





Trento, 28 luglio 2017


 

 

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