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Pronto soccorso, a Rovereto mancano 5 infermieri

Colle: «Individuata una soluzione tampone, ma servono nuove assunzioni

La dotazione di infermieri del pronto soccorso di Rovereto dovrebbe essere di 28 unità (27,70 “unità equivalenti” a voler essere precisi) ma, al momento, le persone qui impiegate sono 23. Gianna colle, di Fp Cgil, spiega: «Una situazione limite, in un settore in cui la qualità del lavoro e la necessità di garantire la corretta turnazione sono, evidentemente, vitali. Oggi il dirigente del personale dell’Azienda sanitaria, Fabbri, ci ha detto che saranno portati qui ulteriori 3 professionisti. Una soluzione tampone che accettiamo con favore, pur ribadendo che la situazione va riportata al corretto standard».

Per diverso tempo, i 23 infermieri del pronto soccorso hanno sopperito alla mancanza di organico con il proprio senso del dovere e aumentando l’impegno orario, con reperibilità e rinunce a ferie. «La situazione dura da anni e diventa maggiormente critica nel periodo estivo, perché il personale – come avviene in qualunque azienda - utilizza la possibilità dei congedi parentali. A livello di mera provocazione, abbiamo addirittura ipotizzato di chiudere l’osservazione breve – spiega Colle – anche perché quando si lavora in queste condizioni al limite, ogni assenza per malattia porta la situazione oltre il limite. Abbiamo fatto una ulteriore “proposta shock”, decisamente estranea ai principi del nostro sindacato: il ricorso a personale interinale per un periodo limitato di tempo. Questo perché le graduatorie dei precedenti concorsi sono esaurite o scadute; è stato bandito un concorso per 300 posti, ma ha scadenza 9 agosto e dunque, con tutte le dovute procedure, porterà alle assunzioni solo all’inizio del 2018».

Dopo la riunione del mattino con le sigle sindacali, nel primo pomeriggio è arrivata la mail di Fabbri con l’annuncio dell’invio di 3 infermieri al pronto soccorso di Rovereto. «Arriviamo a 26 unità, quando dovrebbero essere 27,70 – conclude Colle – un segnale positivo, purtroppo non ancora sufficiente: le assunzioni, come chiediamo da sempre, dovrebbero essere fatte in termini preventivi e strutturali, non per sopperire alle emergenze».

 

 

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