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Giustizia, sulle 50 assunzioni serve il confronto col sindacato

«Apprendiamo dell'emendamento alla legge di assestamento del bilancio regionale che prevede l'assunzione di 50 unità di personale per implementare gli organici della Giustizia, le cui funzioni sono state delegate alla Regione. La notizia non può che essere accolta con favore. La carenza cronica di personale negli uffici e le imminenti uscite per pensionamento sono state reiteratamente sottolineate dalla Fp Cgil in tutte le occasioni possibili, per denunciare la possibile paralisi delle attività in alcune sedi giudiziarie. Tuttavia un confronto preliminare con le organizzazioni sindacali sul tema è assolutamente necessario e non rinviabile poiché l’inserimento di nuovo personale giudiziario non si improvvisa e il motivo è lampante: la formazione sul campo richiede tempi non rapidi». Così Luigi Diaspro e Giampaolo Mastrogiuseppe della Fp Cgil.

Secondo i due sindacalisti, occorre comprendere il piano strutturale degli organici, che dovrà essere varato attraverso un'intesa congiunta tra Ministero e Regione Trentino Alto Adige, come previsto dalla norma di attuazione. Su questo punto specifico, il sindacato non può essere considerato uno spettatore date le competenze e le professionalità che dovranno essere immesse nel distretto. «Fp Cgil chiede pertanto la partecipazione piena delle organizzazioni sindacali al tavolo di discussione sugli organici, di cui si chiede formale e urgente convocazione».

Allo stesso modo, i sindacati vanno coinvolti anche sulle modalità di selezione delle 50 unità previste dalla delibera della giunta regionale: è infatti necessaria la massima chiarezza anche in relazione alle attuali 25 unità, già in comando dalla Regione, in relazione all'accordo Stato Regione. Inoltre, sulle assunzioni in corso presso il Ministero della giustizia di un migliaio di assistenti giudiziari, è necessario comprendere che fine faccia la quota teoricamente riservata al distretto del Trentino Alto Adige, visto che dal 7 marzo la delega disimpegna lo Stato dalle questioni di reclutamento del territorio.

«Il processo di delega – spiega ancora Fp Cgil - non è affatto concluso con la norma di attuazione e l'accordo sugli inquadramenti del personale è solo agli inizi e per mantenere fede agli impegni assunti dalla Regione per il mantenimento e il miglioramento della giustizia sul territorio sono necessarie risorse, oltre all’insostituibile confronto con il sindacato».

 

 

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