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Autonomie locali - Al via la seconda fase di contrattazione

«Lo scorso dicembre è stato sottoscritto l’accordo stralcio sulla parte economica del contratto collettivo di lavoro delle autonomie locali e degli altri comparti pubblici. Fu definito stralcio perché demandava diversi aspetti a una successiva contrattazione, iniziata in questi giorni. Temi cardine saranno la revisione dell’impianto normativo e la definizione dell’utilizzo delle risorse che restano dopo l’uso della stragrande maggioranza di quelle a disposizione che, lo ricordiamo, sono finite come volevamo nella parte fissa della retribuzione». Così il segretario di Fp Cgil, Giampaolo Mastrogiuseppe, che ha incontrato i delegati sindacali di tutti gli enti interessati.

«Stiamo parlando – spiega - di circa 3 milioni da suddividere quasi equamente tra il settore Comuni e Comunità, case di riposo pubbliche (Apsp) ed ente Provincia. Nei primi incontri avuti, l’Apran ha proposto di iniziare la revisione della parte normativa: siamo d’accordo, ma prima vanno definite le priorità e su questo non siamo in sintonia con l’Apran e con altri sindacati». C’è infatti un problema procedurale, ovvero il rispetto di quanto firmato a dicembre: nell’accordo c’è una norma finale che stabilisce già un percorso e vede stabilite alcune priorità. Si era decisa una progressione economica per tutti quelli che avevano maturato i requisiti e c’è su questo tema un’ulteriore questione: il contratto è vecchio e normava il lavoro quando si raggiungeva la pensione a una età ragionevole; oggi le 4 fasce non bastano più, con la carriera che si allunga anche di 10 anni. Serve un riconoscimento per chi si trova in 4ª posizione economica: il 25% dei dipendenti. «Scrivemmo che il riconoscimento poteva essere economico o compensativo, intendendo con compensativo aumenti di ferie o riduzioni di orario, cosa che andrebbe anche nella direzione delle linee guida della giunta provinciale sulle pratiche di Age Management».

Altri temi ancora sul tavolo sono le modalità di riconoscimento dei rientri del personale delle Apsp (e la rivalutazione dei loro carichi di lavoro visto il progressivo aggravarsi delle condizioni di salute dell’utenza) e la revisione dei trattamenti accessori connessi a processi di riorganizzazione, gestioni associate e fusioni di Comuni. «Ad Apran – spiega Mastrogiuseppe - abbiamo chiesto il costo ipotetico per la 5ª posizione economica. L’Apran comunica che per il 25 luglio, data del prossimo incontro, non potrà fornirlo perché Upipa e Consorzio dei Comuni non riusciranno a produrlo».

Fp Cgil chiede anche di trovare, in particolare nell’ambito dell’ente Provincia, una soluzione per arrivare alla contrattazione decentrata, oltre a stabilire regole per una maggiore trasparenza della parte retributiva accessoria. Il sindacato rifiuta il precedente sistema di premi: discrezionale e affidato al solo dirigente, e preferisce sistemi che valutino l’insieme organizzativo più che il singolo e che prevedano agganci tra il risultato del vertice e la base; vanno inoltre trovati sistemi con cui anche la base possa valutare il vertice. Chiarezza serve anche per i processi di mobilità ed è necessario creare un argine all’esternalizzazione dei servizi. Inoltre «Evitare che i lavoratori espulsi dal lavoro e impiegati temporaneamente nel pubblico diventino causa incolpevole del depauperamento professionale o alibi per perpetrare il blocco delle assunzioni».

Serve anche avviare percorsi di stabilizzazione del personale a tempo determinato che, troppo spesso, ha anzianità di servizio ultra-decennale. «Inoltre bisogna pensare a chi non può essere stabilizzato, come ad esempio nei nidi, perché ha raggiunto i 36 mesi di servizio. Vanno anche attualizzate le regole per la concessione dei part-time prevedendo tra i criteri anche il requisito dell’età anagrafica».

 

 

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