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Piano provinciale di distribuzione dell'energia: occasione importante per lo sviluppo e l'occupazione

I sindacati incontrano l'assessore Bressanini

Piano provinciale di distribuzione dell'energia: occasione importante per lo sviluppo e l'occupazioneLa delegazione unitaria dei sindacati dei lavoratori dell'energia, assistita dai rappresentanti confederali di Cgil, Cisl e Uil, ha incontrato l'assessore provinciale alle Fonti Energetiche Ottorino Bressanini, per presentare il documento unitario relativo alle osservazioni sindacali sulla proposta di Piano di distribuzione provinciale. Nell'incontro, vista la caratteristica di servizio pubblico della distribuzione di energia elettrica, è stata rimarcata l'esigenza di garantire un principio universalistico valido su tutto il territorio provinciale. E' stata poi ribadita la necessità di generare ricadute positive sul sistema socio-economico provinciale attraverso la gestione diretta della distribuzione dell'energia, mentre all'utenza va garantito un servizio con maggiori livelli di efficienza e di sicurezza. Inoltre, ritenendo che vi sia l'esigenza di definire un contesto strategico più ampio, va ripreso il ragionamento relativo alla possibilità di gestire la stessa produzione, in modo da completare la stessa “filiera” di settore. Indubbiamente la definizione del Piano richiede una discussione politica che abbia però come riferimento principale l'ambito dell'Autonomia, intesa come visione complessiva e non come mera autogestione di porzioni di territorio ad esclusivo vantaggio di particolari comunità locali. Per questo motivo non è condivisibile l'ipotesi di separazione della proprietà delle reti e degli impianti dalla gestione. Siamo però favorevoli alla proposta di convergere verso una logica di sistema complessivo, denominato “Sistema unitario Trentino”, capace di raccogliere, oltre alla porzione di rete appartenente all'ex Enel (circa il 70%) anche la restante in carico ad altri gestori (aziende municipalizzate, consorzi ecc.). Definendo un ambito unico provinciale, verrebbe garantita innanzitutto l'unitarietà della stessa concessione e, visti i presupposti dimensionali derivati, la stessa sostenibilità economica del sistema, così come un idoneo livello di efficienza tecnica, di sicurezza e la stessa copertura universale. Condividiamo altresì la scelta di far confluire la parte gestionale del sistema all'interno di un'unica struttura centralizzata ma territorialmente presente (come previsto dall'ipotesi relativa al futuro stesso della Set) in quanto risponderebbe sul fronte gestionale alle esigenze tecnologiche (come, ad esempio, la creazione di un centro di telecontrollo della rete per interventi di manutenzione e di gestione delle emergenze) ed alla garanzia del rispetto uniforme degli standard normativi. Dal punto di vista economico, una tale dimensione aziendale permetterebbe la possibilità di creare economie di scala, di generare delle sinergie positive e la stessa massa finanziaria indispensabile agli investimenti. Infine, in termini occupazionali, sarebbe possibile sviluppare politiche gestionali mirate alla qualificazione e all'aggiornamento professionale del personale e riprendere la discussione sugli stessi livelli occupazionali che, a differenza di altre realtà, da quasi un decennio sono in costante flessione. Ovviamente questo ragionamento deve essere preceduto da un chiarimento rispetto alla definizione della “governance” tra i vari soggetti interessati in Set (in particolare i Comuni, le aziende municipalizzate, i consorzi elettrici, la Provincia e la stessa Set) che scaturisca poi in un ragionamento più complessivo e su di un progetto d'insieme. L'auspicio è che possa realizzarsi una positiva concertazione, in cui affrontare i vari aspetti organizzativi e le problematiche gestionali, rispetto alle quali il sindacato costituisce un soggetto indispensabile. 16 maggio 2006

 

 

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