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Costruzioni, è ancora emergenza lavoro

Non si ferma il calo di occupati e ore lavorate. Giovedì mobilitazione in tutta Italia per lavoro, sicurezza e pensioni. Gli edili trentini saranno a Bologna

Costruzioni, è ancora emergenza lavoro

Pensioni, lavoro, contratto, sicurezza: sono queste le parole d’ordine della mobilitazione nazionale dei lavoratori dell’edilizia, promossa dai sindacati di categoria FenealUil, Filca-Cisl, Fillea-Cgil per giovedì 25 maggio. La mobilitazione si articolerà su 5 manifestazioni territoriali. Dal Trentino i lavoratori raggiungeranno Bologna dove, a partire dalle 10, sfileranno in corteo insieme ai colleghi di Alto Adige, Piemonte, Veneto, Friuli Venezia Giulia, Liguria ed Emilia Romagna.

Gli edili scendono in piazza in tutta Italia per sostenere il rilancio del settore attraverso il rinnovo dei contratti indispensabili a far ripartire l’economia ed i consumi; rilanciare il tema dell’Ape agevolata che, cosi come concepita oggi, rischia di dare una risposta a pochissimi lavoratori, ”in quanto 36 anni di contributi di cui gli ultimi 6 continuativi sono requisiti praticamente irraggiungibili per chi, strutturalmente, lavora con discontinuità”, spiegano i tre segretari provinciali di Fillea Cgil, Filca Cisl e Feneal Uil, Maurizio Zabbeni, Fabrizio Bignotti e Matteo Salvetti.

L'edilizia è uno dei settori che ha pagato più duramente la crisi economica. Anche in provincia. Tra il 2007, ultimo anno prima della crisi, e il 2016 il numero dei lavoratori nelle costruzioni si è quasi dimezzato, passando da 17.800 a 9.557 (dati Cassa edile). Ancora più drastico il calo delle ore lavorate che in otto anni sono passate da 19 milioni a 8,5 milioni. E la situazione non sembra destinata a migliorare stando ai dati più aggiornati: negli ultimi sei mesi (ottobre 2016-marzo 2017 pari a mezzo anno edile) le ore lavorate sono diminuite ancora del 2,5 per cento, passando da 3,854 milioni a 3,757 milioni e i lavoratori iscritti alla Cassa edile si sono ridotti di quasi il 3 per cento, da 7.510 a 7.296. Ulteriore conferma che la crisi nelle costruzioni non è archiviata arriva anche dai dati sulla casa integrazione. Le ore di cassa integrazione rilevate dalla Cassa edile vedono un incremento nell'ultimo periodo aggiornato a marzo: se nel 2014 il rapporto tra ore di cig e le ore normali era calato al 6,24, nel 2016 si è registrato un dato pari al 9,34, e, nel marzo 2017, si sale sino al 11,81. In percentuale si tratta di un +48 per cento 2017 su 2014, +21 per cento 2017 su 2016. Quindi si assiste ad un graduale diminuzione delle ore lavorate ed un aumento delle ore di cassa integrazione. “La situazione delle costruzioni resta ancora molto difficile – ammettono Zabbeni, Bignotti e Salvetti -. Il settore edile sta ancora pagando una crisi profonda e l'emorragia di posti di lavoro non si ferma. Uscirne non è semplice, ma l'unica strada è fare ogni sforzo per fare ripartire i lavori. Intanto però anche su questo fronte è tutto abbastanza immobile: i cantieri pubblici sono ancora pochi e gli incentivi per far ripartire il mercato privato delle ristrutturazioni non hanno prodotto un grande slancio in avanti. Serve anche ridurre i tempi: non ci possono volere anni prima che un appalto pubblico veda l'avvio dei lavori in cantieri”.

Un altro fronte caldo accanto a pensioni e lavori rimane il tema della sicurezza. l rapporto tra le ore di infortunio e le ore lavorate, sceso sino allo 0,56 per cento del 2016, torna a salire nel corso del 2017, arrivando allo 0,61 per cento, con un aumento del 9 per cento. “E' un dato che guardiamo con preoccupazione perché segnala un fenomeno abbastanza ricorrente nei settori in difficoltà e cioè che non solo si lavora meno, ma quando si lavora lo si fa peggio comprimendo anche la sicurezza. La crisi destruttura il sistema delle imprese, si lavora con meno qualità delle opere e del lavoro, e purtroppo meno sicurezza”, concludono i sindacati.

Sullo sfondo, ma non di minore importanza, la questione contratto con la vertenza aperta per il rinnovo.


Trento, 23 maggio 2017

 

 

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