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Legge cave, la libera concorrenza non può prevalere sulla tutela dei lavoratori

Sindacati stupidi di fronte al parere dell'Antitrust. “La Provincia non arretri sulla legge”

C'è una tendenza giurisprudenziale sempre più ricorrente che ritiene prioritario il diritto alla libera concorrenza rispetto ai diritti e alle tutele dei lavoratori. E' una tendenza pericolosa, che mette a rischio il riconoscimento dei diritti del lavoro”. I segretari di Fillea Cgil, Filca Cisl e Feneal Uil non nascondo il loro stupore di fronte al parere dell'Antitrust. L'Autorità per la libera concorrenza prende posizione contro la nuova legge sulle cave, puntando il dito contro i maggiori vincoli introdotti per tutelare i lavoratori del settore. “Siamo esterrefatti - ammettono Maurizio Zabbeni, Fabrizio Bignotti e Matteo Salvetti -. Dal nostro punto di vista non dovrebbe esserci conflitto tra tutela dei lavoratori e libera concorrenza. Riteniamo che i due diritti possano coesistere. Non si può pretendere che lasciando le mani libere, peraltro come fatto fino a questo momento, si favorisca il mercato e dunque anche la ripresa del settore. I fatti ci dimostrano che non è così. In questo modo si tutelano solo le imprese meno trasparenti, quelle che poi fanno concorrenza sleale. Il punto di partenza deve essere la legalità, declinata sia sul fronte delle imprese e del loro diritto a stare sul mercato, sia sul fronte del lavoro salvaguardando i giusti diritti degli addetti. Siamo convinti che quella varata a febbraio dal consiglio provinciale sia una buona legge e per questa ragione auspichiamo che nonostante il parere dell'Antitrust la Provincia non indietreggi di un passo e la giunta proceda alla definizione dei regolamenti attuativi per dare piena concretezza ai principi sanciti dalla legge”.





Trento, 23 maggio 2017

 

 

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