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La Regione organizza l’agenzia per la Giustizia scordandosi dei lavoratori

Diaspro: «Si nomina un capo di gabinetto, si assumono un dirigente e 25 dipendenti; si creano una nuova ripartizione e una nuova agenzia, mentre i lavoratori del comparto sono per Rossi e Kompatscher l’ultimo dei pensieri»

«La celerità con cui la giunta regionale procede su nomine e riorganizzazione delle sue strutture amministrative sarebbe davvero degna di miglior causa». Queste le parole di Luigi Diaspro, della Fp Cgil del Trentino, in merito a quanto affermato sulla stampa dall’amministrazione locale, in materia di delega della giustizia e di creazione della nuova agenzia regionale.

«La delega – prosegue Diaspro - due misure le ha certamente prodotte: la prima è la nomina di un capo di gabinetto ad hoc e la seconda è la nuova ripartizione con conseguente nuovo dirigente. Nel frattempo ce ne sarebbe anche una terza: la decisione di assumere 25 nuove unità di personale. Queste tre misure sono state ampiamente motivate proprio con la delega della giustizia, che evidentemente determinerà un tale sconquasso da richiedere la creazione di una “task force” di dirigenti, capi di gabinetto e nuovi addetti, in modo da sopportarne l’impatto. Eppure, a 3 anni e 4 mesi dalla delega e a 2 mesi dalla norma di attuazione non c’è un accordo sindacale per l’inquadramento e la riqualificazione del personale giudiziario e non c’è un diritto di opzione certo ed esigibile. Ecco: questi temi paiono a Rossi e Kompatscher per nulla urgenti, non degni di celerità d’azione. Per questo, il personale è in stato di mobilitazione con presidi e altre iniziative di protesta».

In conclusione: «Stigmatizziamo il fatto che da un lato si procede con azioni anche costose e attuate con grande rapidità, mentre dall’altro il problema vero non viene affrontato: assistiamo a continui rimandi, con decisioni mai prese a ormai 2 mesi dalla scadenza della possibilità di utilizzare il diritto di pozione: una sorta di melina tra Ministero e Regione. Continuiamo a chiedere che ci sia un tavolo e siamo pronti ad azioni ancora più incisive rispetto a quelle poste in essere fino a oggi. Ci aspettiamo risposte concrete già a partire dal 10 maggio, data un cui è stato convocato un incontro presso gli uffici regionali a Bolzano. Comunque, in conclusione e a proposito di urgenze, i dipendenti regionali attendono risorse certe per il rinnovo del contratto e per le progressioni bloccate».

 

 

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