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Tassullo Materiali, distrutta una realtà importante con troppa leggerezza

Sindacati: la priorità ora è la continuità occupazionale di quello che rimane

“La Tassullo non doveva fallire e tutti i posti di lavoro andavano salvaguardati. Ora giudizialmente non abbiamo possibili azioni da mettere in campo, quanto perso è irrecuperabile, chiediamo tuttavia con forza anche alla politica trentina che si eviti lo spezzatino, che si eviti ogni possibile speculazione e si decida finalmente di mettere al primo posto la salvaguarda dei posti di lavoro e la continuità aziendale. Abbiamo ricevuto rassicurazioni dal commissario fallimentare Alberto Bombardelli che la sentenza comunque fa salvi tutti gli atti compiuti dal curatore compresa la richiesta di cassa integrazione straordinaria, per cui si va avanti con il presupposto di salvaguardare la continuità aziendale e salvare tutti gli attuali posti di lavoro”. All'indomani della decisione della Corte di Appello di Trento che ha revocato il fallimento della Tassullo Materiali i segretari di Filllea Cgil, Filca Cisl e Feneal Uil, mettono l'accento sulla necessità di tutelare al meglio i quaranta lavoratori che da mesi operano in esercizio provvisorio. “La battaglia in Tribunale non ci interessa perché comunque ormai il danno è fatto, la Tassullo che non doveva fallire non esiste più, e con essa tutti i lavoratori che nel frattempo hanno già perso il proprio posto di lavoro – spiegano Maurizio Zabbeni, Fabrizio Bignotti e Matteo Salvetti-. Per noi è importante che la decisione della Corte d'appello non abbia contraccolpi negativi per i lavoratori ancora occupati. Dunque prendiamo atto che la sentenza non cambia gli scenari attuali, e che non avrà ripercussioni sui lavoratori e sulla continuità aziendale, siamo ragionevolmente fiduciosi, sulla base delle rassicurazioni che ci sono state date, che tale situazione non possa scoraggiare chi sia interessato a rilevare le attività salvando i posti di lavoro. Per questa ragione, in vista della prossima asta, auspichiamo che quanto prima le offerte siano congrue e che intercettino le volontà del curatore al fine di portare al termine la cessione dei rami aziendali finalizzati alla continuità. In tal senso, tuttavia, inascoltati anche dalla politica locale, lo spezzatino riproposto non ci convince, e ci sembra ancora funzionale a possibili speculazioni che non tengano in conto dei posti di lavoro in toto. Certamente, senza offerte congrue, tutto è più complicato. Pertanto lanciamo un appello anche all'imprenditoria Trentina, affinché batta un colpo nell'interesse della propria terra e delle famiglie di una comunità che ha depredato un'impresa storica e fiore all'occhiello del sistema industriale trentino”.








Trento, 20 aprile 2017

 

 

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