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Aperture festive, servono tempi rapidi per la legge

Caramelle: “La politica prenda posizione e decida da che parte stare”

“Sulle aperture festive è necessario che la politica prenda posizione e che lo faccia in tempi rapidi”. Alla vigilia del ponte pasquale e con l'avvicinarsi del 25 aprile e del 1° maggio il segretario della Filcams del Trentino, Roland Caramelle, rilancia sulla questione della regolamentazione delle aperture festive degli esercizi commerciali e torna a chiedere una legge che fissi, nero su bianco, le festività in cui i negozi dovranno restare con le serrande abbassate. “Ci attendevamo un primo incontro con l'assessore Alessandro Olivi già per la fine di marzo – spiega Caramelle -. Così non è stato, le settimane passano e ci troveremo a brevissimo ad affrontare la questione negozi aperti per il 25 aprile e il 1° maggio. E' ora che la politica, e la giunta provinciale in primis, prendano posizione su questo tema, decidendo da che parte stare. Serve una nuova legge che regolamenti le aperture festive in provincia e serve che il testo arrivi in aula in tempi brevi”.

Perché il tutto aperto sempre ha già fatto il suo tempo. “Anche molti dei sostenitori della prima ora hanno fatto marcia indietro – sottolinea Caramelle -. Le aperture selvagge non hanno solo peggiorato le condizioni di lavoro dei commessi e la vita delle loro famiglie, ma non hanno prodotto quel decollo dei consumi che tutti speravano. La gente non acquista di più. Gli unici ad averne avuto un vantaggio sono i grandi punti vendita e le catene”. Per questa ragione il segretario della Filcams trentina invita la politica provinciale ad uscire allo scoperto su questa questione. “Non si può restare in attesa del verdetto della Corte costituzionale sulla legge emanata dalla regione Friuli Venezia Giulia per capire da che parte stare – insiste -. Occorre una presa di posizione netta. C'è in ballo un modello commerciale, ma anche un'esigenza sociale a cui dare risposte”.

Caramelle giudica inopportuna anche l'ultima proposta dell'assessore allo Sviluppo economico del comune di Trento, Roberto Stanchina, che vorrebbe negozi aperti la sera, almeno il venerdì e il sabato. “E' un'idea che non sta in piedi e che peraltro è già fallita negli anni scorsi – insiste il sindacalista -. La città non si anima con i negozi aperti la sera, ma creando eventi e attrazioni. Stupisce che proposte di questo tipo arrivi da parte di chi dovrebbe conoscere anche lo stato di salute del commercio in centro e dunque proporre soluzioni più incisive e concrete”.





Trento, 13 aprile 2017





 

 

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