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Blitz notturno contro la Cgil del Trentino

Manifesti e volantini ingiuriosi contro l'organizzazione e il segretario generale. Ianeselli: “Atto prevedibile, ma non ci facciamo intimidire. Restiamo fermi sulle nostre posizioni”

Questa notte sono comparsi manifesti e striscioni con affermazioni gravi contro la Cgil del Trentino e il segretario generale Franco Ianeselli. Un atto prevedibile dopo la presa di posizione del segretario che nei giorni scorsi ha stigmatizzato la scelta di “invadere” il consiglio provinciale da parte del sindacato di base multicategoriale per la vicenda Whirlpool. Difficile, infatti, immaginare modalità diverse da parte di chi usa il blitz e l'offesa, non andando lontano anche dall'intimidazione per criticare o affermare le proprie idee.

Sulle accuse specifiche che vengono rivolte alla Cgil del Trentino e al segretario sulla gestione della vertenza Whirlpool per l'ennesima volta si ricorda che è grazie al confronto, anche difficile, tra la multinazionale e i sindacati, Cgil in prima fila, che è stato contrattato un piano sociale del tutto straordinario, che ha visto mettere sul tavolo 25 milioni di euro grazie ai quali i lavoratori hanno potuto ottenere l'integrazione al 100 per cento dello stipendio per tutta la durata della disoccupazione, ulteriori incentivi economici all'esodo e un piano di formazione ad hoc per la riqualificazione, in accordo con la Provincia e Agenzia del Lavoro. Agenzia del Lavoro utilizzando risorse messe a disposizione dell'azienda e un fondo speciale dell'Unione Europea, ha stanziato tre milioni di euro per la formazione. “Non abbiamo nessuna difficoltà nel dire che quella della Whirlpool è stata una vicenda difficile – ammette Ianeselli -, ma purtroppo non è l'unica. Rivendichiamo il dovere di rappresentare e tutelare tutti i disoccupati. Per quelli della Whirlpool il sindacato, quello stesso che oggi viene dileggiato sui manifesti, ha strappato uno sforzo straordinario, un piano sociale che moltissimi altri lavoratori e lavoratrici che hanno perso l'occupazione non hanno avuto. Si pensi solo alla più recente vicenda Sait che, ad oggi, manda a casa 130 persone senza un centesimo né come incentivo all'esodo né per la loro formazione. La Cgil del Trentino non cambia posizione né viene meno al proprio impegno nei confronti di tutti i lavoratori e tutti i disoccupati. Non sarà questo ad intimidirci”.

E di fronte all'assurda accusa che il sindacato di via Muredei avrebbe addirittura guadagnato dalla vertenza Whirlpool si chiarisce che una società della Cgil del Trentino, accreditata come ente formatore, ha partecipato nel rispetto delle norme ad un bando europeo condotto da Agenzia del Lavoro per la formazione dei lavoratori ex Whirlpool e ha realizzato due corsi per la formazione di assistenti familiari. Per questa attività ha incassato poco più 12mila euro per le spese di segreteria, rendicontazione, gestione corsi e predisposizione materiale formativo, al netto delle spese di docenza. “E' una cifra ben lontana dai 350mila euro che riportano gli striscioni e, in ogni caso, anche fosse stato un solo euro sono stati ottenuti legittimamente e utilizzati per il pagamento dei docenti e di tutte le spese dei corsi, nella massima trasparenza, come impone la rendicontazione. Chi specula sulla pelle dei lavoratori è qualcun altro”.


Trento, 7 aprile 2017

 

 

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