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Precari: «Adattiamo e sfruttiamo il decreto Madia»

In tanti all'incontro promosso da Fp Cgil. Tra i casi più eclatanti un tempo determinato che la Provincia rinnova da 23 anni

Un folto numero di precari del pubblico impiego ha partecipato all'incontro promosso questo pomeriggio dalla Fp Cgil. L'opportunità è favorire le stabilizzazioni sfruttando la "riforma Madia". A raccogliere la voce dei lavoratori sono stati Giampaolo Mastrogiuseppe e Stefano Galvagni, che spiegano: «Tanti gli intervenuti e molti altri, impossibilitati a partecipare, hanno affidato le proprie parole ai colleghi. La prima cosa da dire è che sono emerse moltissime informazioni, che ci consentiranno di approfondire la discussione e di adattare il decreto Madia alla realtà locale».

Quali ora le priorità? «Il primo elemento emerso è la necessità di modificare l'aspetto del decreto che fa riferimento solo al personale in servizio: abbiamo precari storici che non hanno prestato tutta la propria attività nella stessa amministrazione. L'esempio più eclatante è quello di un tempo determinato che, in Provincia, viene rinnovato da 23 anni: se il decreto resta così com'è, c'è il rischio che questo caso limite possa addirittura non essere ricompreso nella stabilizzazione». Altro fronte di grande importanza: «Abbiamo delle graduatorie attive e vorremmo capire se, nelle more della definizione di un percorso di stabilizzazione, ci sia la volontà di prolungarne la validità».

Fin qui i tempi determinati, ma ci sono anche i lavoratori flessibili. «Il decreto prevede che nei concorsi ci sia una riserva di posti al 50% per queste persone. Ebbene, dobbiamo capire bene quali siano i rapporti di lavoro che rientrano in questa categoria: al momento la formulazione è troppo generica».

Il decreto è, a detta dei sindacalisti, una vera e propria opportunità per i lavoratori ma anche per i datori di lavoro. «A Trento abbiamo la possibilità di fare una norma specifica: abbiamo autonomia legislativa e di gestione del personale. Non solo: lo stesso decreto Madia stabilisce, per regioni e province autonome, la possibilità di erogare ulteriori risorse per le stabilizzazioni».

Per questo, dunque: «È necessario che la Provincia risponda alla lettera mandata ormai un mese fa e serve fare presto, perché le modifiche che potremo individuare a livello trentino potrebbero pure essere portate alla conferenza Stato Regioni e dunque avere poi effetto a livello nazionale, ferma restando, per il Trentino, la possibilità di agire in maniera specifica. Invitiamo dunque Rossi a confrontarsi con noi: i potenziali interessati sono, solo in Provincia, un centinaio, ma tanti di più sono nelle case di riposo, nei comuni e in sanità. Non possiamo perdere questo treno anche perché, è bene ribadirlo, parliamo spesso di rapporti continuamente rinnovati, dunque non episodici o stagionali, ma strutturali e necessari al funzionamento degli enti pubblici: questo fenomeno va dunque "aggredito" immediatamente, proprio ora che c'è questa grande opportunità».

COSA STABILISCE IL DECRETO

Lo schema di decreto legislativo, modificativo del testo unico impiegati civili dello Stato, noto come "riforma Madia", prevede nelle disposizioni transitorie e finali il superamento del precariato nelle pubbliche amministrazioni. Al comma 1 si sancisce - per il triennio 2018/2020 - l’assunzione diretta del personale non dirigenziale con contratto di lavoro a tempo determinato, selezionato dalla medesima amministrazione attraverso procedure concorsuali, che abbia già prestato servizio presso l’ente che procede alla stabilizzazione per 3 anni - anche non continuativi - negli ultimi 8; al comma 2 si prevede che l’amministrazione possa bandire, con riserva del 50% dei posti, procedure concorsuali riservate al personale non dirigenziale con contratto di lavoro flessibile (i requisiti saranno i medesimi del comma precedente). Si prevede inoltre la possibilità di elevare gli ordinari limiti finanziari per le assunzioni a tempo indeterminato per le regioni a statuto speciale - e gli enti del territorio - un ulteriore stanziamento di risorse attraverso legge regionale, provinciale nel nostro caso.

 

 

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