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Provincia ferma sulle politiche per la casa

Cgil Cisl Uil del Trentino: “Serve un nuovo investimento per abitazioni a canone sostenibile e moderato. Troppi ancora faticano a trovare soluzioni adeguate sul mercato”

“E' ora che la Provincia batta un colpo sulle politiche per la casa. Sono ancora molte le famiglie che hanno difficoltà ad accedere ad un'abitazione, sia attraverso l'acquisto sia con l'affitto. Dire che il Trentino è tra le province più care d'Italia per i canoni di locazione non è altro che l'ulteriore conferma che un “problema casa” esiste”. I tre segretari generali di Cgil Cisl Uil del Trentino intervengono con determinazione sulla questione casa. “Allo stato attuale possiamo dire che la giunta provinciale è ferma sulle politiche per la casa – affermano Franco Ianeselli, Lorenzo Pomini e Walter Alotti -. In questi anni non è stata fatto alcun passo avanti. L'unica certezza è che l'ultimo piano casa provinciale ha prodotto risultati al di sotto delle attese, lasciando insoddisfatto il bisogno abitativo di molti”.

Per le tre organizzazioni sindacali è necessario ridare centralità alla questione nell'agenda politica dell'esecutivo, cominciando a dare risposte su alcune priorità, a cominciare dall'indicizzazione Icef per la determinazione del canone sociale degli alloggi Itea. “Sull'indicizzazione dell'Icef abbiamo ottenuto molte rassicurazioni a parole, ma ancora nessun fatto e intanto ci sono persone che perdono l'alloggio sociale o sin trovano con un canone più caro per un meccanismo perverso che li considera più ricchi di quanto sono realmente”, chiariscono i tre segretari.

C'è poi il tema della realizzazione di nuovi alloggi a canone sostenibile e a canone moderato. “Ci attendiamo un nuovo impegno, anche economico su questo fronte – dicono Ianeselli, Pomini e Alotti -. Creare nuove abitazioni sociali e a canone moderato per il ceto medio non solo potrebbe soddisfare una parte di bisogni che oggi non trovano risposte sul libero mercato, ma potrebbe anche calmierare i prezzi del mercato immobiliare, che nonostante la crisi non hanno visto un effettivo ridimensionamento”.

Altra questione aperta, che il Rapporto sulle locazioni 2016 mette in evidenza in tutta la sua consistenza, è il caro affitti e la conseguente difficoltà a trovare un alloggio per molti. “Sul fronte degli affitti sarebbe interessante comprendere quali esiti ha dato l'introduzione del meccanismo di rotazione per il sostegno al pagamento del canone – aggiungono i tre sindacalisti -. Un passo avanti sarebbe finalmente il decollo del "Fondo garanzia affitti" il cui regolamento e' in stand by da troppo tempo, o in alternativa l'attivazione anche in convenzione degli strumenti di garanzia per i soggetti deboli che fanno più fatica a trovare un'abitazione in locazione”.

Sullo sfondo resta il progetto Bausparen, cioè una forma di mutuo casa agevolato basato sul risparmio accumulato sul fondo pensione complementare che la Provincia di Bolzano ha già attuato con Pensplan. Pur considerando le differenze tra le due province e tenendo conto del fatto che in Alto Adige si comincia a lavorare prima e dunque si ha un maggiore contribuzione complementare a cui fare riferimento al momento dell'acquisto della casa, resta il fatto che con i dovuti correttivi il sistema si potrebbe sperimentare anche in Trentino. Infine, Cgil Cisl Uil del Trentino, pur prendendo atto dell'aumento e della velocità di rimessa in circolo degli "alloggi di risulta", ritengono necessario un cambio di passo in Itea: la società dovrebbe perseguire obiettivi di incremento del patrimonio abitativo per le famiglie in attesa di alloggi, reinvestendo tutte le economie ed avanzi nel potenziamento delle nelle politiche abitative pubbliche, senza comunque venir meno al mantenimento dell'equilibrio di bilancio ed indebitamento.“I temi sul tavolo sono molti, attendiamo un confronto costruttivo con la giunta e con l'assessore Carlo Daldoss”, concludono i tre segretari.







Trento, 6 aprile 2017

 

 

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