NEWS

#Fuoriservizio, sciopero per il contratto

Alta adesione alla protesta. A Roma anche 150 trentini e altoatesini

#Fuoriservizio, sciopero per il contratto

E' stata buona l'adesione allo sciopero generale indetto unitariamente da Filcams Cgil Fisascat Cisl, Uiltucs e Uiltrasporti. Moltissimi lavoratori e lavoratrici degli appalti, del pulimento, dei multiservizi, delle mense e della ristorazione hanno protestato per chiedere il rinnovo dei contratti scaduti da 46 mesi. Molto partecipata anche la manifestazione a Roma, a cui hanno preso parte poco meno di 150 lavoratori e lavoratrici del Trentino e dell'Alto Adige.

I lavoratori senza contratto sono oltre un milione e mezzo in tutta Italia, circa 30mila in Trentino.

Sono addetti che spesso lavorano in appalto, con il futuro appeso ad ogni cambio-appalto.

I lavoratori chiedono un aumento economico dignitoso, senza retrocessioni sui diritti e tutele, il potenziamento del welfare e il rinnovo del contratto nazionale di lavoro.

Dopo mesi di confronto le trattative si sono interrotte per l'intransigenza di tutte le controparti datoriali, che pretendono passi indietro significativi su elementi economici e normativi per rinnovare i rispettivi contratti nazionali. Condizioni inaccettabili per i rappresentanti dei lavoratori che per questa ragione hanno deciso di scioperare.

I sindacati denunciano proposte di “incrementi non siano sufficienti neppure al recupero dell’inflazione. Nel caso della ristorazione collettiva, ad esempio, l’aumento proposto è di “200 euro lordi, ripartito in due anni, per un full time inquadrato al quarto livello. Peccato che la maggior parte dei lavoratori siano inquadrati al sesto livello e che il part time sfiora a malapena le 12-16 ore settimanali. Solo a ottobre 2017 avrebbero erogato 10 euro lorde (quarto livello, full time); basti pensare che ripartendo questa somma per un dipendente a orario ridotto, l' aumento sarebbe stato di circa 3-4 euro nette”.

I sindacati lamentano anche le pretese inaccettabili sul “peggioramento delle tutele previste in caso di malattia e sulle modifiche all’articolato del cambio di appalto” (che porterebbe a riduzioni contrattuali nei cambi di appalto) e l’indisponibilità di alcune imprese “a offrire garanzie nei subentri di attività nei centri commerciali”. Filcams, Fisascat, Uiltucs e Uiltrasporti rimarcano, infine, che i lavoratori di questi settori, prevalentemente donne e prevalentemente part time, hanno contratti di poche ore a settimana (nella ristorazione la media è di 18, nelle pulizie non si superano le 24 ore), ma svolgono “un lavoro prezioso, talora essenziale per garantire servizi anche irrinunciabili a cittadini e viaggiatori”.





Trento, 31 marzo 2017

 

 

TORNA SU