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Privatizzazione Poste, no alla svendita

Tessari (Slc-Cgil): “Contrari ad un'operazione senza garanzie su occupazione e servizi. Questione che riguarda tutti”

Con la vendita di un ulteriore 30 per cento delle azioni di Poste Italiane il governo darebbe il via libera, nella sostanza, alla privatizzazione di un'azienda strategica per il Paese. E' un'operazione che non condividiamo perché può avere conseguenze pesanti sulla tenuta dell'occupazione e sulla garanzia dei servizi”. Lo afferma la segretaria di Slc del Trentino, Daniela Tessari, che non nasconde il rammarico per le uscite “in solitaria” registrate nelle ultime settimane da parte delle altre sigle sindacali. “E' originale per non dire assurdo che su un tema che ci ha visto scioperare compatti uniti il 4 novembre scorso ci sia chi adesso prende posizione da solo. E tutto questo mentre le segreterie nazionali si stanno adoperando in tutti i modi possibili per fare pressione e scongiurare questa operazione”.

Il timore che questa operazione possa mettere a rischio i livelli occupazionali e l’unitarietà aziendale, con lo scorporo del settore recapito, è molto forte; la Slc-Cgil ritiene sbagliata questa scelta e chiede, nuovamente, al governo di aprire una approfondita discussione su Poste e su quello che Poste rappresenta per i cittadini e per i territori.

Come noto il governo Gentiloni ha messo di nuovo in campo le privatizzazioni, compresa quella di Poste Italiane, fino ad oggi sospesa. Dopo la prima quotazione del 35% nel 2015, dopo la cessione nel 2016 del 35% a Cassa Depositi e Prestiti, ora l'esecutivo pensa di immettere sul mercato un ulteriore 30% portando, di fatto, una delle principali aziende di servizi del paese partecipate dal pubblico alla totale privatizzazione.

Il Gruppo Poste Italiane S.p.A. svolge un ruolo preminentemente pubblico sia dal punto di vista della sua diffusione nel territorio e del servizio di prossimità che esso offre, sia nella raccolta del risparmio di milioni di cittadini che continuano a vedere Poste Italiane come un interfaccia dello Stato.

Per Slc Cgil “Poste Italiane può e deve diventare il principale gestore di Logistica. Lo sviluppo dell’e-commerce e il conseguente aumento esponenziale del flusso di merci non può vedere il Gruppo fuori da questo fondamentale segmento del mercato. L’immenso capitale immobiliare di Poste appare in larga misura inutilizzato o sottoutilizzato: un capitale straordinario utile al fine dello sviluppo della logistica integrata nonché a garantire significativi livelli occupazionali".



 

 

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