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Sacro Cuore, soddisfazione per la decisione della Corte d'Appello

Ianeselli: “E' un tassello importante contro le discriminazioni”

“La decisione assunta dalla Corte d'appello di Trento riafferma il principio che sul posto di lavoro non si può essere discriminati per il proprio o presunto orientamento sessuale. Siamo soddisfatti della sentenza”. Commenta così il segretario della Cgil trentina, Franco Ianeselli, la decisione della Corte d'appello che conferma quanto già deciso poco meno di un anno fa dal Tribunale di Rovereto sul caso dell'insegnante del Sacro Cuore, seguito dal sindacato di via Muredei.

La sentenza riconoscendo anche il danno d'immagine a carico dell'insegnante, amplia il risarcimento economico anche per la Cgil. “Ci siamo impegnati su questo caso perché siamo convinti che nessun lavoratore o lavoratrice possa essere giudicato o discriminato per il suo orientamento sessuale – prosegue Ianeselli -. Coerentemente a questo principio siamo pronti a usare il maggior risarcimento riconosciuto alla nostra organizzazione a sostegno di progetti per le pari opportunità e contro le discriminazioni”.

Cgil aveva promosso ricorso assistita dagli avvocati Stefano Giampietro e Alexander Schuster chiedendo al Giudice che venisse accertato il carattere discriminatorio delle affermazioni della direttrice dell'istituto Sacro Cuore che aveva rivendicato il diritto di non assumere persone omosessuali. “Siamo contenti per l'insegnante che vede tutelata la sua dignità di persona e docente,indipendentemente dalla sua identità sessuale, e ringraziamo gli avvocati Giampietro e Schuster per l'ottimo lavoro svolto”, conclude Ianeselli.






Trento, 8 marzo 2017

 

 

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