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Raccolto oltre il 65 % di firme dei dipendenti per il “NO” alla delega fiscale alla Provincia

Conferenza stampa con Fp Cgil, Cisl Fp e Uil Pa

Raccolto oltre il 65 % di firme dei dipendenti per il “NO” alla delega fiscale alla Provincia

Dopo le due importanti e partecipate assemblee dei dipendenti delle Agenzie delle Entrate e delle Dogane di Trento, concluse con la mozione unanime per il «no» alla delega per le agenzie fiscali alla Provincia, si è conclusa anche la fase della raccolta di firme tra il personale, che ha condiviso in modo convinto le valutazioni dei sindacati. Sono 260 le firme complessivamente raccolte ad oggi su 400 dipendenti in servizio, pari al 65% del personale, che non accetta l’ipotesi di delega delle funzioni statali dalle due Agenzie fiscali alla Provincia di Trento. Nei prossimi giorni sarà la volta delle due Commissioni tributarie di Trento, anch’esse comprese nell’ipotesi di delega, presso cui si terrà un'assemblea con ulteriore raccolta di firme.

Le firme saranno tempestivamente inviate ai vari livelli istituzionali e amministrativi coinvolti, a partire dai ministri dell’Economia e degli Affari Regionali Padoan e Costa ai direttori delle agenzie Orlando e Peleggi, ai presidenti della Provincia e della Commissione dei 12 Rossi e Dellai, ai dirigenti locali e a tutti i soggetti politici che sponsorizzano l’ipotesi in Trentino come in Alto Adige.

Il personale ha ritenuto non più rinviabile una propria presa di posizione chiara e netta, di convinta contrarietà a una prospettiva, foss’anche remota, di passaggio di competenze fiscali alla Provincia, per rimarcare come il peso, il valore e l’insostituibilità delle competenze e delle professionalità degli addetti non possa passare in secondo piano rispetto a intese eminentemente politiche. È questo il senso che occorre cogliere da questa iniziativa di grande partecipazione ed elaborazione.

Il personale ha espresso le proprie conclusioni dopo aver seguito e dibattuto a lungo sulle conseguenze di una tale ipotesi, e il mandato conferito sin dal 2014 a Cgil, Cisl e Uil per seguire l’iter legislativo e procedurale della Legge di stabilità 2014 si è ritenuto ampiamente assolto con le relazioni prodotte nelle assemblee di febbraio: permangono le prioritarie questioni dell’autonomia e dell’indipendenza delle funzioni di controllo, dell’incertezza e confusione tra competenze delegate e competenze escluse, del rischio di contenzioso tra amministrazioni, oltre a quelle legate alle garanzie e tutele della professionalità, autonomia e retribuzioni degli addetti.

La delega della giustizia appena approvata testimonia fino a prova contraria quale sia, in questo tipo di operazioni, l’effettiva attenzione nei confronti del personale addetto, cui non è garantita l’effettività del diritto di opzione e le ipotesi di inquadramento in campo non considerano adeguatamente storie contrattuali, professionalità e competenze. Si conferma dunque il tenore di un’operazione di mero scambio politico, che non ritiene di prendersi carico degli attori direttamente coinvolti, né a livello nazionale né a livello locale.

Nel corso delle assemblee è emerso con chiarezza che sulla questione non v’è alcuna preclusione ideologica, in quanto lo stesso Stato non sempre è in grado di garantire efficienza ed efficacia nella lotta all’evasione e all’elusione fiscale, uno dei mali assoluti del nostro Paese insieme alla corruzione e alla criminalità organizzata: si reputa tuttavia tecnicamente e amministrativamente di grave rischio la gestione diretta delle funzioni da parte dell’ente locale, che può in ogni caso interferire e condizionare le attività di controllo a causa dei molteplici intrecci e legami economici, contrattuali (appalti pubblici) o politici sul territorio.

Occorre dunque che tutti i soggetti che stanno lavorando all’ipotesi sappiano con certezza che le lavoratrici e i lavoratori delle agenzie fiscali del Trentino sono fermamente contrari, e pertanto l’eventualità dell’approvazione di una norma di attuazione sarà contrastata a ogni livello: non si può esercitare una delega di tale importanza e delicatezza ben sapendo che coloro che concretamente svolgono con professionalità e competenza quelle funzioni non la condividono. Coloro che lo facessero – a questo punto in modo coattivo – se ne assumerebbero tutte le responsabilità del caso.

 

 

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