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Nuovo ufficio Apiae con direttore senza laurea

Galvagni: «Un incarico difficile da comprendere»

L'Apiae è l'agenzia provinciale per l'incentivazione delle attività economiche. Al suo interno ci sono vari uffici con relativi direttori, tutti con competenze di natura economica. Con una recente delibera firmata dal presidente Ugo Rossi, si è deciso di sopprimere un incarico e di crearne uno nuovo. Tutto normale? No, in primis perché il sostituto direttore sarà un diplomato, ma non solo.

In estrema sintesi la vicenda è questa. Al dipartimento sviluppo economico opera un ufficio tecnico guidato da un sostituto direttore. A novembre 2016 la giunta provinciale stabilisce che quel posto deve essere occupato stabilmente e non da un sostituto, dunque bandisce un concorso. A febbraio 2017 cambia tutto: si decide che quell'ufficio non serve più. Viene soppresso, cessa l'incarico del sostituto direttore e viene annullato il concorso. Tutto questo avviene col primo di marzo ma ecco che, lo stesso giorno, nasce un altro ufficio tecnico, anch'esso all'interno del dipartimento sviluppo economico, ma "sotto" all'Apiae. Con l'occasione si individua direttamente anche il sostituto direttore che lo guiderà: un geometra già in forza al dipartimento.

Stefano Galvagni è basito: «È sempre antipatico entrare nello specifico, ma solo rimanendo ai fatti risulta questo: dopo quattro mesi, dopo che si era detto che il direttore del vecchio ufficio era indispensabile e andava scelto per concorso, ecco l'inversione a "U". Non serve più quell'ufficio, via il sostituto e annullamento del concorso. Il tutto per creare un altro posto qualche corridoio più in là». L'incarico assegnato al collaboratore interno durerà un anno, poi dovrebbe essere bandito un concorso. «Certo, ma in passato sono accaduti episodi sospetti: ci sono persone che avevano bisogno di qualche mese per conseguire, magari, i titoli di studio necessari a partecipare a un determinato bando. Non sarà certo questo il caso, ma serve vigilare con attenzione».

A preoccupare di più è però un altro fattore: «L'Apiae deve dare l'indirizzo e lo stimolo all'economia trentina, puntando soprattutto su ricerca e sviluppo. È proprio necessario un ufficio tecnico dentro Apiae? Per quelle funzioni ci sono altri settori ben strutturati. Ma ammettiamo che serva, allora perché non attingere a professionalità interne che avrebbero avuto i requisiti per ricoprire da subito il ruolo di direttore?» Si tratta di una scelta poco comprensibile, rispetto alla quale Galvagni si chiede se sia stata pienamente condivisa in giunta dato che la competenza sul personale è di Rossi mentre il referente per Apiae è Olivi.

«Inutile nascondere - conclude - che dentro la struttura tanti sono arrabbiati, si sentono in qualche modo presi in giro, ritenendo la scelta poco coerente con le reali necessità di Apiae - che ha una vocazione ben definita - ma anche con gli indirizzi della giunta degli ultimi anni, secondo cui bisogna avere centri di specializzazione e questi ultimi sono al servizio delle altre strutture».

 

 

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