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Disoccupati over 50, Ianeselli: “Ricollocazione non semplice. Più politiche attive del lavoro”

Per il segretario il modello trentino funziona, potenziando i servizi e aumentando il personale”

Trovarsi senza lavoro a cinquant'anni e cercare una nuova occupazione non è facile. La storia raccontata dall'Adige oggi, è comunque la dimostrazione della necessità di puntare con sempre maggiore determinazione sulle politiche attive del lavoro, potenziando i servizi e incrementando gli addetti”. Il segretario generale della Cgil del Trentino, Franco Ianeselli, ammette che in alcuni casi il sistema può incepparsi, ma né ribadisce la validità. “La questione semmai è nell'assoluta necessità di potenziare ulteriormente gli strumenti di orientamento e riqualificazione offerti – insiste Ianeselli -. A questi strumenti si aggiungono da quest'anno, e non è un caso, gli incentivi previsti dalla finanziaria provinciale per favorire la riassunzione degli over 50: chi assume queste figure può contare su 18mila euro in due anni”. Di fondamentale importanza, per il segretario della Cgil trentina, è anche il potenziamento dei servizi di incontro tra domanda e offerta di lavoro. “Da tempo sosteniamo che Agenzia del Lavoro su questo fronte va rafforzata. I centri dell'impiego devono poter contare su un maggior numero di risorse umane e su figure qualificate. Si deve investire sulla formazione degli operatori, sulla capacità di accogliere e orientare chi si rivolge alla loro consulenza. In Gran Bretagna c'è un operatore ogni 1.700 addetti; in Trentino uno ogni 6.280. E' un dato che non va sottovalutato”

Per Ianeselli, comunque, il sistema trentino ha dei punti di forza e ha dimostrato di essere in grado di mettere in campo strategie innovative in circostanze particolari, come nel caso della ricollocazione dei lavoratori ex Whirlpool. “Pur non nascondendo le difficoltà quella è un'esperienza positiva; gran parte di quelle persone, con un piano straordinario ad hoc, sono state riqualificate e oggi lavorano. E' meglio costruire percorsi di riqualificazione, sapendo che rimarranno sempre degli insoddisfatti che non realizzare niente limitandosi, come sindacato ad un paio di manifestazioni”.

Un utile strumento per accorciare la distanza tra domanda e offerta e facilitare la ricollocazione sarebbe l'istituzione di un osservatorio provinciale sui fabbisogni. “Questo consentirebbe di conoscere quali mestieri sono richiesti sul mercato, tarando le politiche di orientamento e riqualificazione sulle necessità reali e di comparare i fabbisogni trentini con quelle delle realtà più dinamiche in Europa”, conclude il segretario.



Trento, 22 febbraio 2017



 

 

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