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Dogane: secondo «no» alla delega alla Provincia

Votata una mozione durante l'assemblea convocata da Cgil, Cisl e Uil

Dopo i dipendenti dell’Agenzia delle Entrate di Trento, anche quelli dell’Agenzia delle Dogane di Trento si esprimono in modo unanime con una mozione: «no» alla delega per le agenzie fiscali alla Provincia.

Anche se non più citata nelle ipotesi di delega che si rincorrono, che paiono riguardare esclusivamente l’Agenzia delle Entrate, l’Agenzia delle Dogane risulta in ogni caso individuata dal comma 515 della legge di stabilità 2014 tra le funzioni statali e relativi oneri finanziari da trasferire o delegare alle Province autonome di Trento e Bolzano. Per questo motivo, il personale ha condiviso la necessità e l’urgenza di esprimere la propria contrarietà a una prospettiva, anche remota, che possa riguardare la delega di funzioni delle agenzie fiscali alla Pat.

Oltre alla prioritaria questione dell'autonomia e dell’indipendenza delle funzioni di controllo, anche in quest’occasione ribadita con accresciuta preoccupazione da parte degli addetti, è stato anche rilevato come, nel caso delle Dogane, l’ipotesi di delega rappresenterebbe un vero e proprio pasticcio istituzionale e amministrativo, con incertezza e confusione in termini di competenze delegate e di quelle escluse, e rischio di contenzioso tra amministrazioni locali e statale, tra contribuenti e amministrazioni coinvolte.

L’esclusione dalla delega dei tributi armonizzati o applicabili su base transnazionale, dei contribuenti di grandi dimensioni eccetera, non può che determinare motivi di confusione e difficoltà in un ambito, quale quello del contrasto all’evasione fiscale, che deve al contrario perseguire sempre migliore efficienza ed efficacia.

Inoltre, il percorso che si sta seguendo sulla delega di funzioni della giustizia, dove non è garantita l’effettività del diritto di opzione e le ipotesi di inquadramento del personale non seguono criteri di salvaguardia di professionalità e competenze, conferma il tenore di un’operazione di mero scambio politico, che non ritiene di prendersi carico degli attori direttamente coinvolti, né a livello nazionale né a livello locale.

Per queste ragioni, l’assemblea ha approvato all’unanimità una mozione contraria alla delega delle agenzie fiscali alla Provincia, impegnando le organizzazioni sindacali Fp Cgil, Cisl Fp e Uil Pa a indire opportune iniziative di mobilitazione per contrastarla.

Oltre alle firme già raccolte presso tutte le sedi dell’Agenzia delle Entrate, partirà una seconda raccolta presso il personale delle Dogane; le firme saranno successivamente inviate ai vari livelli istituzionali, politici e amministrativi coinvolti, dai ministri dell’economia e degli affari regionali Padoan e Costa ai direttori delle agenzie Orlando e Peleggi, al presidente della Provincia Rossi, al Presidente della commissione dei 12 Dellai.

I sindacati ribadiscono ancora una volta l'importanza della buona amministrazione fiscale, per la giustizia sociale e per la salvaguardia dell’attività economica. Il mancato adempimento degli obblighi tributari aumenta le disuguaglianze, altera la concorrenza, sottrae risorse alla collettività. Nel caso di gestione diretta del fisco, il rischio della particolare attenzione al consenso elettoralistico è del tutto evidente.

L'esigenza di un fisco più vicino ai cittadini e alle imprese, come rivendicano autorevoli esponenti politici e istituzionali a sostegno della delega, è un processo già in atto da tempo nelle agenzie fiscali, con l’introduzione dell’adempimento spontaneo, di regole più semplici e controlli mirati e, sul versante internazionale, con la voluntary disclosure. I risultati del 2016 con un gettito record di oltre 19 miliardi lo dimostrano.

 

 

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