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#Con2Si, due referendum per migliorare le condizioni di lavoro

Ianeselli: “Puntiamo ad abolire i voucher e a ristabilire la responsabilità solidale negli appalti. Lo sviluppo non si costruisce demolendo i diritti dei lavoratori”


Pietro ha 21 anni e tutte le estati mette insieme un gruzzoletto per mantenersi all'università. Lo pagano in voucher. L'alternativa sarebbe il lavoro nero.

Brunella lavora da vent'anni in appalto. Finora tutto bene, ma l'ansia è dietro l'angolo: cosa accadrà con il prossimo cambio appalto?

Sono solo due delle molte storie di lavoratori e lavoratrici che anche in Trentino devono fare i conti tutti i giorni con un lavoro povero, precario, con diritti al ribasso. Per accrescere le tutele e superare le condizioni di precarietà che caratterizzano molti mestieri, la Cgil promuove due referendum per abolire i voucher e ristabilire la responsabilità solidale negli appalti. “Lo sviluppo del Paese non si costruisce comprimendo i diritti dei lavoratori – spiega il segretario della Cgil trentina Franco Ianeselli -. I voucher sono un problema perché sono uno strumento abusato e fuori controllo. Non è accettabile che per risparmiare un datore di lavoro assuma parte dei suoi dipendenti in voucher, senza dare loro coperture sociali. E non è accettabile che per i moltissimi lavoratori e lavoratrici in appalto la certezza della retribuzione sia un miraggio. Per questa ragione chiediamo che si cambino le regole, per ristabilire il diritto ad un lavoro dignitoso per tutti”.


Il quesito referendario sui voucher chiede l’abrogazione dei buoni lavoro e la successiva definizione di una disciplina più giusta ed equa che regoli il lavoro occasionale. Lo scorso anno sono stati venduti in regione (dati Inps), 955mila in più rispetto all’anno precedente. Le stime parlano di poco più di 2milioni in Trentino. I buoni lavoro hanno visto un'impennata nel turismo e nel commercio. I voucher costano poco al datore di lavoro perché non si matura tfr né il diritto a ferie e straordinari, ma ciò che è più grave non assicura al lavoratore l'accesso alla disoccupazione. Così l'uso e l'abuso di voucher se in alcuni casi favorisce la contrattualizzazione dei cosiddetti lavoretti, molto più spesso diventa il modo per sostituire lavoro subordinato con forme più economiche e precarie. In molti casi viene usato come prima forma contrattuale per i ragazzi e le ragazze quando esiste uno strumento più adeguato per l'ingresso dei giovani nel mercato del lavoro, cioè l'apprendistato.


Il referendum sugli appalti chiede il ripristino della piena responsabilità solidale tra appaltante e appaltatore. Ovvero la possibilità di assicurare la tutela dell’occupazione dei lavoratori e la loro retribuzione nei casi di cambi appalto e di contrastare la concorrenza sleale. “I lavoratori e le lavoratrici degli appalti sono tra i più deboli – sottolinea Ianeselli -. La loro certezza di un contratto vacilla ad ogni cambio appalto. Spesso sono pagati poco e lavorano poche ore in situazioni difficili. Oggi sono a tutti gli effetti lavoratori di serie B”.


La Cgil del Trentino da oggi sarà su tutto il territorio e nei luoghi di lavoro con iniziative sui referendum, in attesa anche che il governo decida la date del voto.

 

 

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