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Firmato in Unicredit l'accordo sindacale sul piano esuberi 2019.

"Si tratta di un accordo sindacale che accompagna il piano industriale varato nel dicembre scorso dalla banca" afferma Romano Vicentini, coordinatore per il triveneto della Fisac Cgil in unicredit, "e che prevede, a fronte di ulteriori esodi volontari in tre anni, 2000 tra assunzioni e stabilizzazoni a livello nazionale. È un segnale importante perché il sindacato deve tutelare sia chi va in esodo ma anche i colleghi che rimangono al lavoro".


A riguardo molto importante è l’accordo sugli inquadramenti che intercetta e valorizza, soprattuttto a favore dei più giovani, i nuovi lavori connotati da
contenuti professionali intercambiabili.
Inoltre nell'accordo sono previsti tutta una serie di altri aspetti che vanno dalla cassa sanitaria all'erogazione di un premio, non ultimo per importanza, in forma di welfare, di 800 euro.

"Per quanto riguarda il nostro territorio" prosegue Vicentini "non prevediamo un numero importante di chiusure di sportelli. Se ci sarà una razionalizzazione delle agenzie, sarà comunque limitata nei numeri in Trentino. "
Sull'accordo firmato il primo febbraio in Intesa afferma Nicoletta Mascaro, referente per la Fisac Cgil di IntesaSanpaolo nella nostra regione, non sono previsti esuberi ma vengono introdotte tutele ai lavoratori con contratto autonomo: in sostanza ci saranno lavoratori con un contratto misto (in parte subordinato ed in parte autonomo) ma con la garanzia, dopo due anni e a scelta del lavoratore, di passare ad un contratto subordinato a tempo pieno ". Se da una parte si concede elasticità all'azienda dall'altra, per la prima volta, si introducono garanzie (malattia, maternità, previdenza integrativa e sanitaria ecc.) per questi lavoratori autonomi.

"Questi accordi sono stati ottenuti con trattative durate meno di due mesi -conclude il SG della Fisac del Trentino Stefano Guolo- grazie principalmente all'unità sindacale del tavolo nazionale. Purtroppo non è così per il comparto cooperativo in Trentino; lo strumento del Focc locale oggetto della trattativa portata avanti dalla sola Fabi trentina con Federcoop, cominciata più di due anni fa, ad oggi non ha ancora visto la luce.
A differenze dell'accordo Unicredit dove la banca, pur dichiarando una perdita di circa 12 miliardi, si attiva un piano di 3.900 esodi senza chiedere
nulla ai lavoratori, il sistema cooperativo trentino a fronte di soli 140 esodi prevede un "contributo obbligatorio" dei dipendenti di 1.000 euro e con fondati aspetti di illeggittimità su vari aspetti e diritti individuali.
Fare da soli, in maniera prepotente ed egemonica senza rispetto
dell'unità sindacale praticata invece a livello nazionale, è da irresponsabili.
L'unità sindacale paga e i gli accordi firmati nei due maggiori gruppi
bancari nazionali lo dimostrano.

 

 

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