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Tim, ottima adesione allo sciopero anche in Trentino

Lavoratori compatti: “Le ristrutturazioni non possono essere pesare solo sulle nostre buste paga”

Contro la disdetta unilaterale del contratto integrativo, contro l'assenza di un piano industriale e contro riorganizzazioni che si traducono solo in tagli sulle buste paga dei lavoratori oggi i dipendenti di Tim e Tim.It in tutta Italia hanno protestato compatti. L'adesione allo sciopero nazionale di otto ore, indetto unitariamente da Slc Cgil, Fistel Cisl e Uilcom Uil, è stata ottima, al di sopra del 70 per cento.

Anche in Trentino e in Alto Adige in molti hanno aderito alla protesta; due pullman di lavoratori si sono spostati anche a Mestre per partecipare al presidio di protesta per l'area nordest. “I lavoratori e le lavoratrici sono stanchi di subire scelte che hanno peggiorato le loro condizioni economiche e portato alla deriva la gestione dell'azienda anche grazie alla disdetta unilaterale da parte di Tim degli accordi integrativi aziendali del 14 e 15 maggio 2008", spiegano Norma Marighetti e Claudia Loro di Slc del Trentino con Bianca Catapano di Fistel del Trentino.

Per i sindacati "Il correttivo per il mancato pagamento del PDR del giugno 2016 ed un vero e reale premio di risultato che redistribuisca i risultati dell’azienda (vedi le ultime due positive trimestrali) sono punti imprescindibili. Aumentare la produttività non è una finalità che spaventa se esiste una solida, chiara e coerente logica produttiva ed organizzativa. Il miglioramento della produttività non si persegue, però, mediante la sistematica destrutturazione dei diritti individuali e collettivi bensì con un credibile piano di investimenti produttivi e di valorizzazione delle professionalità".

In tutta Italia sono 50mila i lavoratori del gruppo Tim, circa 350 in provincia.

Lo sciopero di oggi arriva dopo giorni di mobilitazioni in tutta Italia




Trento, 13 dicembre 2016

 

 

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