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Cooperazione di consumo, si acceleri su fusioni e riorganizzazione del sistema

Caramelle: “Il rilancio non può partire dal taglio dei posti di lavoro, come vorrebbe la logica Sait”

La fusione tra la famiglia cooperativa Valsugana e quella della Bassa Valsugana, su cui si esprimeranno i soci a fine mese, è un esempio positivo di come riorganizzarsi per ridurre i costi e migliorare l'efficienza sul mercato, mantenendo l'occupazione e il fondamentale servizio alla comunità. Non è sicuramente tagliando sui posti di lavoro, come vuole fare Sait, che si rende più competitivo il sistema della cooperazione di consumo”. Il segretario della Filcams del Trentino commenta così gli ultimi movimenti in atto nel mondo della cooperazione di consumo. E in attesa dell'incontro, che si spera prossimo, tra i vertici Sait, la Provincia, i sindacati e la Federazione Roland Caramelle rilancia la questione della necessaria riorganizzazione dell'intero settore. “Apprendo con piacere che il presidente del Sait, Renato Dalpalù, ha pronto un piano industriale da illustrare al presidente Rossi. Era ora dopo settimane che come sindacati chiediamo di conoscerlo. E' già positivo sapere che un piano c'è. Attendiamo di conoscerne i contenuti nel prossimo incontro – insiste Caramelle -. La posizione di Filcams resta comunque la stessa: per uscire da questa situazione di crisi che coinvolge l'intera cooperazione di consumo non si può pensare che la soluzione sia la strategia di Sait, cioè ridurre il personale diretto sostituendolo con lavoratori esternalizzati per comprimere i costi e, poi, avere risorse da stornare sulle famiglie cooperative. E' un ragionamento che non porta lontano e che non pone le basi per un vero rilancio”.

Per il segretario Filcams in questa partita deve giocare un ruolo centrale la Federazione, assumendo a pieno la funzione di indirizzo politico. “E' ora che Via Segantini spinga con maggiore convinzione sulle fusioni, ma anche che favorisca un confronto con tutti gli attori della cooperazione di consumo compresa DAO. Non si può continuare a farsi concorrenza dentro casa, mentre le altre realtà conquistano quote di mercato”.

E nel merito del discussione non può non entrare anche la questione Superstore. Per Caramelle il futuro dei due punti vendita di Trento e Rovereto deve essere parte integrante del confronto. “Per questa ragione auspichiamo che l'incontro con Federazione, Sait e Provincia sia programmato nel più breve tempo possibile”, conclude Caramelle.




10 gennaio 2017

 

 

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