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Nuove povertà, più welfare attivo e integrativo per contrastare la vulnerabilità sociale

Ianeselli: “Fenomeno che chiede massima attenzione da parte di tutti, ma i dati siano rigorosi”

“C'è un livello di vulnerabilità crescente anche nella nostra comunità e sono in aumento le persone che si trovano in situazioni di difficoltà. La crisi economica ha creato molti problemi a numerose famiglie così come l'indebolimento delle reti relazionali e sociali sta creando nuove povertà. E' un fenomeno che constatiamo quotidianamente nel nostro lavoro. L'attenzione a questi fenomeni deve essere massima, da parte di tutti, se non vogliamo che si comprima l'ottimo livello di coesione sociale della nostra società, vero collante della nostra comunità che ha permesso di fronteggiare le difficoltà”. Per il segretario generale della Cgil provinciale, Franco Ianeselli, il Trentino non è ancora nell'emergenza anche grazie alle politiche sociali e di sostegno al reddito messi in atto in questi anni. Ed è su questo fronte che, secondo Ianeselli, bisogna investire ulteriormente. “La risposta alle situazioni crescenti di vulnerabilità passa dal welfare attivo, un insieme di misure che devono garantire a chi si trova in un momento di difficoltà, un adeguato sostegno al reddito ma anche incentivi per reinserimento attivo, favorendo in tutti i modi possibili la ricollocazione sul mercato del lavoro”. E di fronte agli eventi imprevisti che possono coinvolgere la salute di un familiare mettendo a rischio la tenuta di quei nuclei anche sul profilo economico Ianeselli rilancia la necessità di investire sul welfare integrativo su base provinciale. “Dobbiamo essere in grado di assicurare una copertura di fronte agli eventi gravi, come malattie che possono comportare la non autosufficienza. In tal senso Sanifonds trentino può essere un buon punto di partenza per ragionare in questa direzione”.

Infine il segretario si sofferma sullo studio della fondazione De Marchi “ Ben vengano analisi sociologiche che danno conto della situazione della nostra comunità. E' importante, però, che nella costruzione degli indicatori si presti attenzione massima alla selezione rigorosa dei dati”




15 dicembre 2016

 

 

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