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Porfido, i sindacati sollecitano istituzioni ed ispettori su salute e sicurezza

Zabbeni e Bignotti: “Di fronte al mancato rispetto delle regole e alla disdetta contrattuale si valuti il ricorso alla diffida e alla revoca della concessione”

Con una lettera inviata oggi al vicepresidente della Provincia Alessandro Olivi, ai sindaci dei comuni di Albiano, Lona Lases, Fornace, Baselga di Pinè e Trento, nonché all'Uopsal, al servizio Lavoro e al servizio Minerario della Provincia i sindacati chiedono nero su bianco l'immediato avvio di un'azione ispettiva, in tutte le cave trentine di porfido, per verificare il rispetto delle norme igenico sanitarie e di sicurezza. La comunicazione, firmata dai segretari generali di Fillea, Maurizio Zabbeni, e Filca, Fabrizio Bignotti, parte dalle sollecitazioni arrivate alle organizzazioni sindacali nell'ultima assemblea con i lavoratori e da quanto riscontrato dai funzionari sindacali nelle cave. Non è casuale che dopo le verifiche effettuate ieri dai funzionari sindacali in una cava, gran parte dei lavoratori oggi siano stati lasciati a casa.

I sindacati denunciano, infatti, situazioni in cui ai lavoratori viene richiesto di lavorare in totale assenza di acqua, dunque in costante esposizione alle polveri e in situazioni di terreno ghiacciato che moltiplicano il rischio di infortuni. Oltre a verificare il rispetto e l'applicazione di tutto ciò che prevede la legge sulla sicurezza le organizzazioni sindacali chiedono anche che gli enti ispettivi accertino, sulla base di quanto previsto dai disciplinari di cava, l'adeguatezza dei luoghi di lavoro con la presenza di bagni, spogliatoi riscaldati e disponibilità di acqua calda nonché il rispetto da parte delle aziende di quanto prevede il contratto nazionale sia il contratto integrativo di settore in relazione alla previdenza complementare e alla sanità integrativa, nonché il regolare versamento del contributo in favore della commissione paritetica di settore. “Auspichiamo che le verifiche siano attuate in tempi rapidissimi e ripetute con ciclicità – sottolineano i due segretari – e che a fronte del mancato rispetto delle norme si mettano in atto gli strumenti della diffida e della revoca della concessione”.

Fillea e Filca chiedono sulle questioni anche un incontro urgente in assessorato che coinvolga le amministrazioni comunali e gli enti ispettivi.

Resta centrale, per le organizzazioni sindacali, anche la disdetta del contratto integrativo. Sulla questione, i sindacati intendono affrontare nello stesso incontro con Provincia e amministrazioni comunali la questione della questione e valutare, anche alla luce dei pareri legali, se la strada della revoca delle concessioni è percorribile a fronte della disdetta delle parti datoriali.

“Per tutelare al meglio la salute e la sicurezza dei lavoratori, soprattutto nella stagione invernale, e sulla base di quanto emerso nel confronto con l'Inps – insistono Zabbeni e Bignotti – chiediamo alla Provincia di implementare il numero delle centraline per la rilevazione delle condizioni atmosferiche anche ai fine del riconoscimento della cassa integrazione per eventi meteorologici”.

Infine, nei tempi e nei termini disponibili, le organizzazioni sindacali auspicano l'attivazione da parte della Provincia delle deleghe sugli ammortizzatori sociali anche in riferimento alla cassa integrazione ordinaria riattivando le commissioni paritetiche composte dalle parti sociali.





Trento, 22 dicembre 2016

 

 

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