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Metalmeccanici, 9 mila tute blu chiamate ad esprimersi sul nuovo contratto

L'ipotesi di accordo prevede l'aumento dei minimi in base all'inflazione, l'aumento una tantum di 80 euro, pensione complementare, welfare aziendale, sanità integrativa e il diritto alla formazione. Un'intesa unitaria mancava dal 2008

Sono poco meno di 9 mila i metalmeccanici trentini chiamati in queste settimane ad esprimersi sui contenuti del nuovo contratto nazionale di settore. L'ipotesi di accordo siglata il 26 novembre scorso tra Fiom, Fim Uilm da una parte e Federmeccanica e Assistal dall'altra, dovrà infatti ottenere il via libera dei lavoratori entro la fine dell'anno. Se ne è discusso oggi durante il direttivo della Fiom del Trentino a cui ha preso parte anche Michela Spera della segreteria nazionale.

L'intesa – la prima unitaria dopo 8 anni e mezzo – è stata raggiunta al termine di oltre un anno di trattative, anche difficili, che hanno visto i lavoratori scioperare per 20 ore e bloccare gli straordinari dall'estate scorsa.

Nelle condizioni in cui abbiamo operato è stato raggiunto un buon risultato – ammette Manuela Terragnolo, segretaria generale della Fiom del Trentino -. E' importante che si sia arrivati ad un'intesa unitaria che mancava dal 2008. Ed è particolarmente significativo che si riconosca finalmente il diritto ai lavoratori di esprimersi sui contenuti degli accordi. E' un importante passaggio di democrazia, che Fiom ha sempre rivendicato”.

In queste settimane i contenuti della nuova piattaforma sono illustrati nelle assemblee nei luoghi di lavoro - aggiunge Michela Spera -. Al termine di questo percorso che coinvolge l'intero territorio nazionale il testo sarà sottoposto al referendum vincolante tra tutte le lavoratrici e i lavoratori interessati, attraverso un percorso per la prima volta sottoscritto anche da Federmeccanica”.

Il nuovo contratto riconosce per tutti i lavoratori il recupero dell'inflazione al 100% a consuntivo. Da marzo 2017 tutti i metalmeccanici avranno un'una tantum di 80 euro.

Il nuovo contratto, oltre a recuperare il potere d'acquisto dei lavoratori col riconoscimento dell'inflazione, punta anche su welfare aziendale, previdenza complementare e sanità integrativa.

Per quanto riguarda il welfare ad ogni lavoratore viene riconosciuto un aumento nel triennio di 450 euro, 100 euro a giugno 2017, 150 euro a giugno 2018 , 200 euro a giugno 2019. Aumenta il contributo a carico dell'azienda per la previdenza complementare per tutti quei lavoratori e lavoratrici che sono inscritti ad un fondo pensione chiuso, come Laborfonds.

Da ottobre, inoltre, tutti i lavoratori verranno iscritti, a carico dei datori di lavoro, ad un fondo sanitario integrativo che coprirà anche i familiari a carico, coprirà anche i periodi di cassa integrazione, la malattia e i 12 mesi dopo il licenziamento. E' stato previsto uno stanziamento per lavoratore di 156 euro l'anno.

Infine viene riconosciuto a tutti il diritto a 3 giorni di formazione nel triennio.

Il nuovo contratto, se approvato dai lavoratori, avrà valenza fino al 31 dicembre 2019 e varrà per un milione e 100mila tute blu in tutta Italia.

 

Trento, 6 dicembre 2016

 

 

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