NEWS

Voucher, aumento preoccupante anche in Trentino

Cgil ha raccolto le firme per l'abolizione di uno strumento che riduce diritti e tutele

L'aumento considerevole dei voucher in Trentino è un fenomeno molto preoccupate. Questa forma di lavoro, infatti, non rappresenta uno strumento di inserimento stabile nel mondo del lavoro soprattutto per i più giovani, ma una forma di contratto dove tutele e diritti sono ridotti al minimo. Nato per dare risposte al lavoro occasionale e per favorire l'emersione di attività di frequente svolte in nero, estendendone l'applicazione a settori l'applicazione i voucher sono diventati una forma di lavoro precario: pagare con voucher costa poco perché questa tipologia contrattuale non prevede previsto alcun riferimento alla contrattazione collettiva, non si matura tfr né il diritto a ferie e straordinari, ma ciò che è più grave non assicura al lavoratore l'accesso alla disoccupazione. Così l'uso e l'abuso di voucher se in alcuni casi favorisce la contrattualizzazione dei cosiddetti lavoretti, molto più spesso diventa il modo per sostituire lavoro subordinato con forme contrattuali più economiche e precarie. In molti casi viene usato come prima forma contrattuale per i ragazzi e le ragazze quando esiste uno strumento più adeguato per l'ingresso dei giovani nel mercato del lavoro, cioè l'apprendistato.

Per queste ragioni la Cgil ha raccolta le firme a sostegno di un referendum che ne prevede l'abolizione.

Fino a quel momento, comunque, appare particolarmente opportuno l'impegno messo in campo dalla sede regionale dell'Inps che con monitoraggi continui cerca di contenere gli abusi e gli usi impropri di questo strumento.

 

 

TORNA SU