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Tim, martedì pomeriggio presidio dei lavoratori

I dipendenti protestano contro la disdetta unilaterale dell'integrativo. Sindacati: “I tagli pesano solo sui dipendenti e non intaccano le pesanti buste paga dei manager”.

I lavoratori di Tim e Tim.it protestano contro la disdetta unilaterale del contratto integrativo e il mancato rinnovo del contratto collettivo scaduto ormai da due anni. Martedì prossimo 29 novembre alle 15.08 è in programma un presidio sotto la sede Telecom di via Zambra, a Trento. Nello stesso giorno e anche mercoledì 30 novembre, i lavoratori incroceranno le braccia per 90 minuti a fine turno. La mobilitazione è indetta unitariamente dalle federazioni provinciali di Scl Cgil, Fistel Cisl e Uilcom Uil. “Non è più possibile tollerare una situazione che vede i lavoratori e le lavoratrici pagare sempre di tasca loro – spiegano i sindacalisti delle tre sigle -. Dopo un contratto scaduto da due anni adesso il management aziendale ha deciso di disdettare anche l'integrativo di secondo livello. Il tutto mentre non si toglie nemmeno un euro dai pesanti compensi dei manager e i bilanci della società sono in crescita”.

Cgil Cisl e Uil puntano il dito contro l'assenza di un piano industriale e le esternalizzazioni dei servizi e definiscono “pessima” l'organizzazione del lavoro che influisce negativamente sulla qualità del servizio ai clienti. “E non c'è nessuna intenzione di investire concretamente sull'innovazione visto che i lavoratori che fanno ricerca, in collaborazione con l'Università di Trento e Fondazione Fbk sono abbandonati totalmente con conseguente deprofessionalizzazione. L'azienda più che obiettivi industriali persegue solo fini finanziaria e preferisce affidare la gestione a manager che sono “tagliatori di professione”.

Iniziative analoghe a quella di Trento si svolgeranno in questi e nei prossimi giorni in tutta Italia. 

 

 

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