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Sait, oltre duecento lavoratori sotto la Cooperazione contro i tagli

Per i sindacati la drastica riduzione non è giustificata e pretendono trasparenza su analisi e piano industriale, nonché sul protocollo per

Al grido “il lavoro c'è” i lavoratori del Sait questa mattina hanno protestato in moltissimi contro la decisione dei vertici del consorzio di tagliare 130 posti di lavoro, un terzo degli attuali dipendenti della sede logistica di Trento. Oltre duecento si sono riuniti sotto la sede della Cooperazione trentina per chiamare alla responsabilità anche la Federazione. Solo nella palazzina di via Innsbruck ha incrociato le braccia il 95% dei dipendenti.

Per noi i 130 esuberi non ci sono – hanno ribadito Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs a fianco dei lavoratori -. Chiediamo massima trasparenza sulle analisi che hanno portato il consorzio a questa valutazione. Oggi il lavoro in Sait c'è”. Tanta la rabbia e l'esasperazione tra i lavoratori che hanno partecipato alla protesta.

I lavoratori e sindacati hanno puntato il dito contro i vertici del consorzio, chiedendo che a pagare gli errori di gestione non siano i dipendenti, ma chi ha materialmente gestito la struttura di via Innsbruck in questi anni.

Per noi non c'è nemmeno un esubero dimostrato da dati certi – hanno detto i tre segretari – fate chiarezza. I lavoratori hanno già dato: poco meno di due anni fa ci avete chiesto un rinnovo al ribasso. Non accettiamo un modello di riorganizzazione che punta a far quadrare i conti solo tagliando i posti di lavoro. Chi ha gestito il consorzio in questi anni si assuma le sue responsabilità”. E sull'apertura di un confronto hanno precisato. “Non ci sediamo ad un tavolo che vuole far passare le riduzioni del personale per risanare i bilanci. Qui c'è in ballo un intero sistema, tutta la cooperazione, che va ristrutturata. E se non lo faranno tra tre anni di esuberi ne avremo almeno 500”.

Modesta l'apertura del presidente di Sait, nel corso del faccia a faccia con i delegati sindacali e i tre segretari di categoria, Roland Caramelle, Lamberto Avanzo e Walter Largher. Renato Dalpalù non ha fatto marcia indietro sui tagli, ha concesso più tempo per il confronto confermando che non verranno intanto inviate le lettere di licenziamento e ha fatto una timida apertura, dopo le pressioni sindacali di maggiore trasparenza, a mettere sul tavolo cifre e analisi che motiverebbero i 130 esuberi.

Dal Sait è arrivata anche la conferma che l'operazione di contenimento dei costi riguarderà tutte le attività del consorzio, non solo il personale. Da qui il timore, tra i lavoratori, che si voglia solo alleggerire il personale per esternalizzare attività. “Qui c'è rischio di un vero dumping sociale”, hanno detto i sindacati.

Se l'ipotesi di un così drastico taglio del personale dovesse restare in piedi i sindacati chiedono, comunque, il rispetto del protocollo firmato con la Federazione nel 2011 che impegna il sistema a cercare le soluzioni per ricollocare all'interno del sistema cooperativo eventuali esuberi. “Siamo qui oggi per richiamare il sistema cooperativo, Sait e tutta la Federazione alla responsabilità, al rispetto di quei valori che loro definiscono fondanti. E al rispetto degli impegni sottoscritti. Faremo di tutto per difendere i posti di lavoro e per tenere alta l'attenzione di tutti, anche della politica, su questa vertenza. Pretendiamo che ai lavoratori Sait si riconosca la stessa attenzione e pari dignità di quella riconosciuta, giustamente, ai lavoratori di altre grandi industrie che in questi anni e mesi hanno chiuso”.

Il prossimo appuntamento, dunque, è martedì 29 quando è in programma un incontro con i capigruppo del Consiglio provinciale.

 

 

 

 

Trento, 18 novembre 2016

 

 

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