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Emigrazione, Ianeselli: “Migliorare il mercato del lavoro per attrarre risorse umane qualificate”

L'incremento del flusso migratorio va monitorato con attenzione. “Ma andare all'estero è anche un'opportunità per le giovani generazioni”

 

In un mercato del lavoro di dimensione europea è normale che si cerchino, soprattutto tra i giovani, esperienze di lavoro all'estero. Quel che richiede una particolare attenzione non è solo l'incremento del numero di giovani trentini emigrati, ma soprattutto il fatto che pochissimi di questi tornino poi provincia. Questo movimento, quasi esclusivamente in uscita, ci deve fare riflettere sulla capacità del Trentino di creare condizioni interessanti per la realizzazione professionale di giovani qualificati”. Per il segretario generale della Cgil del Trentino i dati sulla ripresa dell'emigrazione tra i trentini, in particolar modo tra i giovani, non va letto solo in chiave negativa. Il fenomeno, però, richiede un attento monitoraggio. “I dati dalla Fondazione Migrantes confermano anche sul nostro territorio la tendenza già registrata a livello nazionale – spiega Ianeselli –. Molti di queste ragazze e di questi ragazzi aspirano ad un mercato del lavoro dove la meritocrazia è un valore e dove le competenze sono adeguatamente riconosciute, valorizzate e remunerate. L'Italia, ma purtroppo anche il Trentino, da questo punto di vista arrancano”.

Se è positivo, dunque, che i giovani, mossi anche dal desiderio di affrancarsi dalla famiglia, si mettano in gioco e cerchino esperienze fuori dai confini nazionali, deve destare attenzione il fatto che sono in crescita i ragazzi e le ragazze che non trovano sul territorio condizioni di realizzazione professionale soddisfacente. “E' su questo che si deve intervenire – insiste Ianeselli -. Il nostro tessuto economico deve diventare più attraente per i giovani che hanno competenze e talenti. Non solo per i trentini: dovremmo essere in grado di attrarre risorse umane qualificate anche dall'esterno. La questione non è tanto fermare chi va, quanto portare sul nostro territorio nuove risorse umane. In caso contrario c'è il rischio di impoverire la nostra comunità”. Il tal senso, per il segretario della Cgil trentina, è indispensabile “investire con sempre maggiore determinazione in conoscenza e formazione a tutti i livelli. Solo su queste basi si creano condizioni per qualificare la nostra crescita. E' altrettanto evidente che anche il mondo delle imprese deve fare la sua parte, facendo spazio ad una nuova generazione di imprenditori che valorizzino in modo adeguato le competenze delle nuove generazioni”.

 

 

 

Trento, 15 novembre 2016

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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