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Poste, buona adesione allo sciopero anche in provincia

Trentini in corteo a Mestre contro la privatizzazione della spa

Dopo quasi vent'anni dall'ultimo sciopero generale moltissimi postali in tutta Italia hanno aderito alla mobilitazione unitaria indetta a livello nazionale contro la privatizzazione della spa e il nuovo assetto organizzativo. In provincia, dove la protesta è stata organizzata da Slc Cgil e Slp Cisl, c'è stata una buona adesione, sicuramente oltre il 70 per cento. E in tanti, dal Trentino dall'Alto Adige e dal Veneto hanno sfilato in corteo a Mestre, fino alla sede di Poste nordest.

 

Migliaia di lavoratrici e lavoratori, in tutte le piazze italiane, hanno manifestato la propria contrarietà al progetto di totale privatizzazione della più grande azienda di servizi del Paese. Un progetto antieconomico per lo Stato finalizzato solo a fare cassa, ma che contribuirà in maniera minima alla riduzione del debito pubblico.

Accanto alla richiesta di marcia indietro sulla privatizzazione lavoratori e sindacati chiedono anche l'applicazione del piano industriale presentato due anni fa, che prevedeva investimenti e sviluppo anche del segmento logistico, efficienza nello svolgimento del servizio universale ed un rafforzamento del presidio del servizio postale nelle grandi aree metropolitane.

In Trentino i lavoratori e le lavoratrici occupati alle Poste sono 1.100. Dal 2010 ad oggi sono stati chiusi 15 uffici sul territorio e in molte zone periferiche il servizio è in affanno. La situazione non potrà che peggiorare con l'avvio della distribuzione a giorni alterni, prevista nel piano di riorganizzazione di Poste italiane.

 

Trento, 4 novembre 2016

 

 

 

 

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