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Università, diritto allo studio garantito a tutti gli studenti

Ianeselli: “Positivi i piani di accumulo per incentivare l'iscrizione dei trentini, ma l'Ateneo è importante

L'università di Trento è un patrimonio importante per i trentini, ma anche per il resto del Paese come dimostra l'elevata percentuale di studenti da fuori provincia. Non possiamo non concordare con il presidente Rossi quando afferma che il 63 per cento di studenti non trentini nella nostra università è un motivo di orgoglio. Per questa ragione crediamo che questa ricchezza vada ancora alimentata anche attraverso il diritto allo studio, che deve continuare ad essere garantito a tutti gli universitari, non solo ai trentini”. Cgil del Trentino giudica interessante la proposta del governatore Rossi di sostenere con piani di accumulo ad hoc le famiglie trentine che intendono mandare i propri figli all'università, ma chiedono anche adeguata attenzione a tutti gli studenti non trentini che accedono all'ateneo di Trento. “Il livello di apprezzamento di cui il nostro Ateneo gode nel resto d'Italia e all'estero ha permesso negli anni di far crescere non solo l'università ma tutta la comunità – ricorda il segretario generale Franco Ianeselli -. Questa dimensione di internazionalizzazione, apertura e accoglienza è stata raggiunta grazie alla qualità della didattica e agli ottimi livelli di ricerca, ma anche perché all'università di Trento studenti e ricercatori trovavano servizi di eccellenza. Su questo fronte non si può fare marcia indietro”.

Per Cgil del Trentino è apprezzabile, dunque, l'impegno di Piazza Dante, dopo il pressing delle associazioni di universitari e delle organizzazioni sindacali, ad aumentare la soglia Isee per le borse di studio da 18 mila a 20 mila euro - ma come ha sottolineato recentemente anche il rettore Paolo Collini - sarebbe auspicabile trovare nel prossimo bilancio risorse per portare la soglia a 21.500 euro. “Le borse di studio sono solo una parte dei servizi garantiti agli studenti, accanto alla riduzione delle tasse e agli alloggi universitari – ammette Ianeselli –. E pur consci dei vincoli di bilancio restiamo convinti che Trento non può collocarsi tra le regioni meno virtuose d'Italia. Essere coerenti con l'idea di Bruno Kessler vuol dire anche continuare ad investire sul valore nazionale ed internazionale del nostro Ateneo”.

L'accesso agli studi universitari va sostenuto per tutti, dunque, non solo per i trentini. Anche se il sindacato di via Muredei apprezza l'idea della Provincia di sostenere le famiglie trentine con piani d'accumulo finalizzati all'iscrizione dei figli all'università. “E' una misura interessante, anche per contrastare il calo di iscrizioni tra i ragazzi e le ragazze della nostra provincia. Come abbiamo avuto modo di ribadire al presidente Rossi, però, sarebbe opportuno che questa forma di risparmio fosse gestita anche attraverso la previdenza complementare regionale”, conclude il segretario.

 


 

Trento, 24 ottobre 2016

 

 

 

 

 

 

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