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Assistenza agli anziani, la riforma non diventi strumento per regolare i conti all'interno della maggioranza

Tutto serve tranne che la riforma dei servizi di assistenza agli anziani e il riassetto delle Apsp diventi l'espediente per regolare i conti tra le diverse anime della coalizione che guida la Provincia. È un tema troppo importante per svilirlo sull'altare delle beghe di partito o dei personalismi. Considerato il fatto che il voto di ieri giunge quando non è ancora definito il progetto complessivo della Giunta, era auspicabile da parte di tutto il consiglio provinciale usare il dibattito per avanzare proposte piuttosto che per contarsi.
Come organizzazioni sindacali abbiamo più volte ribadito che ridurre la frammentazione delle case di riposo è decisivo per qualificare i servizi pubblici agli anziani sul territorio, allargandone il più possibile il perimetro e offrendo nuove opportunità di assistenza alle famiglie, in un rapporto coordinato tra Provincia, istituzioni locali, Apsp e privato sociale.
Il fulcro di questo sistema deve diventare il Pua Anziani come luogo di presa in carico dei bisogni di cura delle famiglie e di definizione, attraverso sistemi equitativi, delle risorse finanziarie e di servizi disponibili al nucleo per soddisfarli. Tutto questo serve a rafforzare i servizi di prossimità e la domiciliarità e quindi a potenziare il protagonismo del territorio. Chi vuole mantenere tutto come è oggi, fa finta di non vedere che saranno proprio i territori, e con essi le famiglie socialmente ed economicamente più fragili, a rischiare di implodere sotto la pressione dell'invecchiamento della popolazione. Il Trentino non può permettersi questa evenienza. Per questo serve la capacità di dialogare con tutti gli attori in campo, in primis con le operatrici e gli operatori che tutti i giorni operano a favore degli anziani.

 

Trento, 19 ottobre 2016

 

 

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