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Riforma porfido, il disegno di legge accoglie le richieste dei sindacati

Confronto con il vicepresidente Olivi. Zabbeni (Fillea) e Bignotti (Filca): “Direzione giusta, adesso servono scelte coraggiose e misure vincolanti”. Attenzione anche alla cassa integrazio

 “Il disegno di legge della giunta provinciale sulle cave risposte chiare per la tutela della sicurezza e dell'occupazione, riporta in capo alla Provincia le decisioni su concessioni e controlli e prevede misure sul piano della valorizzazione della filiera e sulla tracciabilità dei materiali. Per queste ragioni va nella direzione da noi auspicata”. E' questo il commento dei segretari generali di Fillea Cgil, Maurizio Zabbeni, e Filca Cisl, Fabrizio Bignotti, al termine del confronto con il vicepresidente della Provincia, Alessandro Olivi, che ha illustrato ai sindacati il nuovo disegno di legge sulle cave. “Siamo soddisfatti perché si accolgono molte delle nostre sollecitazioni – insistono i sindacalisti -. Da anni denunciano le criticità del settore e chiediamo una legge che superi i limiti della normativa attuale, dimostratasi inefficace su molti aspetti”. La riforma assegna alla Provincia un ruolo di regia nella definizione dei criteri delle concessioni, superando la frammentazione della gestione in capo ai comuni, salvaguarda l'occupazione con clausole sociali specifiche in relazione ai livelli occupazionali e sulla continuazione in caso di subentro di un nuovo concessionario, e prevedendo garanzie di reinserimento del personale dichiarato inidoneo. Si interviene anche sul piano della tutela dei lavoratori, con controlli in capo ad enti terzi, si incentivano aggregazione e innovazione, oltre che la tracciabilità dell'intera filiera col tema della ricomposizione delle responsabilità in capo al concessionario. “Sono tutti temi per noi importanti e su cui da anni insistiamo – proseguono i sindacalisti -. E' fondamentale, però, che vengano riportati nell'articolato in modo cogente. Solo così sarà possibile superare le molte criticità, non da ultimo il problema delle finte partite Iva, che potrà essere debellato. Inoltre, ricondurre la responsabilità al concessionario dell'intero processo produttivo attraverso la tracciabilità del materiale estratto e la responsabilità solidale sarà ilm modo per combattere e sconfiggere tutti i fenomeni di elusione ed evasione. Per questa ragione chiediamo alla giunta un disegno di legge coraggioso e speriamo che in consiglio la norma non venga depotenziata”.

Al vicepresidente Fillea e Filca hanno sottolineato anche la necessità di dare risposte anche sul tema del lavoro usurante.

 

L'incontro, infine, è stata l'occasione per riportare l'attenzione anche sulla questione della cassa integrazione per intemperie per i lavoratori del porfido e dell'edilizia sottolineando le difficoltà incontrate con l'Inps per il riconoscimento di questo ammortizzatore sociale a lavoratori che ne rischiano, altrimenti, il licenziamento. Olivi si è impegnato a verificare se la Provincia può agire su questo piano nell'ambito della delega sugli ammortizzatori sociali, e si è impegnato a convocare un incontro con Inps, sindacati e rappresentanti datoriali per arrivare al riconoscimento delle peculiarità di questi comparti, partendo dal fatto che si debba considerare la tutela della salute complessivamente intesa dei lavoratori, in quanto ambiente di lavoro, al di là ed oltre la situazione contingente legata allo specifico fenomeno atmosferico. “Lavorare in edilizia o nelle cave durante l'inverno è impossibile e dannoso per la salute. E' necessario trovare il modo di ragione con Inps per trovare una soluzione. In questi settori piegati dalla crisi costringere al licenziamento è un ulteriore danno, per il lavoratore e per l'azienda”, concludono Zabbeni e Bignotti.

 

 

 

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