NEWS

Mercato del lavoro. A giugno in Trentino i disoccupati sono il 6,4 per cento

Ianeselli: “Resta fondamentale creare lavoro di qualità e, dunque, investire in conoscenza”

Mercato del lavoro. A giugno in Trentino i disoccupati sono il 6,4 per cento

 

Situazione stazionaria per il mercato del lavoro in Trentino, anche se non manca qualche dato positivo. A giugno, certifica l'Istat nell'indagine trimestrale sulle forze lavoro, la percentuale dei senza lavoro è il 6,4 per cento, 0,8 punti percentuali in meno rispetto allo stesso trimestre del 2015.

In lieve crescita rispetto ad un anno fa anche il tasso di occupazione che passa dal 66 per cento al 66,5 per cento.

In generale le persone senza lavoro a giugno erano 16 mila, 2 mila in meno rispetto al giugno 2015; gli occupati, invece, erano 233 mila, mille in meno rispetto all'anno precedente.

Gli attivi calano da 252 mila a 249 mila.

 

Il tasso di disoccupazione, stando ai dati campionari dell'Istituto di statistica, diminuisce maggiormente tra le donne dal 7,9 del 2015 al 6,6 del 2016 e anche il calo dei disoccupati, in valore assoluto, è da iscrivere totalmente alla componente femminile, da 9 mila donne senza lavoro a 7mila. Le occupate a giugno erano 104 mila con un tasso di occupazione del 60 per cento, sostanzialmente stabile rispetto all'anno precedente.

 

Per quanto riguarda la componente maschile i disoccupati passano dal 6,9 del 2015 al 6,3 di tre mesi fa. Gli uomini senza lavoro restano stabili a quota 9mila. Il tasso di occupazione cresce al 73 per cento.

In lieve calo il tasso di attività, che misura la percentuale di cittadini che lavorano o cercano lavoro: si passa dal 71,3 al 71,1 per cento. Nella stessa misura cresce il tasso di inattività, dal 28,7 al 28,9 per cento.

 

Per quanto riguarda il tasso di disoccupazione il Trentino consegue risultati migliori rispetto alla media del nordest pari al 6,8 per cento, ma arranca dietro l'Alto Adige: in provincia di Bolzano il tasso di senza lavoro è dimezzato, cioè 3,2 per cento.

 

I dati campionari Istat sono sufficientemente coerenti, comunque, con le cifre dell'Osservatorio provinciale del mercato del lavoro. Nei primi sei mesi dell'anno le assunzioni registrate in Trentino sono state 55,384 (+0,3 per cento), le cessazioni 51.304 (-0,5 per cento) con un saldo positivo di 4.080 occupati, 1.055 in più rispetto allo stesso periodo del 2015.

Per quanto riguarda i settori, crescono l’agricoltura (+371 assunzioni), i servizi per le imprese (+594), le costruzioni (+36), calano commercio, pubblici esercizi e turismo (753) e industria (97).

Rispetto alle classi di età, tornano a crescere le assunzioni di giovani fino a 29 anni (18.174, cioè +0,5%) e degli over 54 anni (5.400, pari a + 10,7%).

Rispetto alle tipologie, continua il calo delle assunzioni a tempo indeterminato (-18,9%), delle trasformazioni a tempo indeterminato (-51,8%), dopo il boom del 2015 sostenuto anche dagli sgravi fiscali, e di quelle con contratto intermittente a termine (-19%). Crescono, invece, le assunzioni in apprendistato (+12,9%), in somministrazione (+14,6%) e a tempo determinato (+3,5%).

La situazione del mercato del lavoro trentino è stazionaria con alcuni spunti positivi - commenta il segretario generale della Cgil del Trentino Franco Ianeselli -. Bene l'aumento del tasso di occupazione e la diminuzione di quello di disoccupazione. Vanno, però, sicuramente approfondite le ragioni dietro al calo del numero di persone attive sul mercato del lavoro”.

E sull'andamento delle assunzioni Ianeselli precisa: “A partire dal 2015 abbiamo certamente assistito a segnali incoraggianti nella dinamica tra assunzioni e cessazioni. In assenza di crescita economica, però, sappiamo quanto sia difficile evitare o il reflusso o un andamento dell'occupazione fondato su bassa produttività”. Per questa ragione “continuiamo a ritenere fondamentale l'investimento in sapere e conoscenza, sia per le prospettive di sviluppo della nostra comunità, sia nell'ambito delle politiche del lavoro. Formazione continua e sostegno attivo ai disoccupati sono elementi decisivi per rafforzare le possibilità dei singoli sul mercato e per rendere più competitive le nostre imprese”, conclude il segretario generale della Cgil trentina.

 

 

12 settembre 2016

 

 

TORNA SU