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Doppia preferenza di genere, in Consiglio spettacolo sconfortante

Cgil Cisl Uil del Trentino criticano l'ostruzionismo e l'uso strumentale dell'aula. “Il riconoscimento delle pari opportunità è fondam



I 5.377 emendamenti con cui alcune forze politiche vogliono bloccare l'introduzione della doppia preferenza di genere e di liste elettorali formate in ugual misura da uomini e donne è uno spettacolo sconfortante, che non si addice ad un'Aula democratica che dovrebbe agire per rendere effettivo il diritto di tutti i cittadini e di tutte le cittadine di avere piena e totale pari opportunità nell'esercizio dell'azione politica, come prevede la nostra Costituzione e lo Statuto di autonomia”. Cgil Cisl Uil del Trentino criticano l'ostruzionismo sul disegno di legge Bezzi-Maestri e ribadiscono la posizione già assunta dai propri comitati direttivi, a favore delle democrazia paritaria, sottoscrivendo la Carta per la democrazia paritaria accanto ad altre associazioni e organizzazioni datoriali. “Non fa onore alla nostra Provincia essere tra le pochissime realtà, insieme all'Alto Adige, a non avere una legge elettorale che riconosca la doppia preferenza di genere – sostengono i tre segretari provinciali Franco Ianeselli, Lorenzo Pomini e Walter Alotti -. Non si tratta di assicurare riserve protette, ma semplicemente di creare le condizioni per una rappresentanza paritaria tra uomini e donne in tutte le istituzioni”.

Per questa ragione per i tre sindacati è opportuno e auspicabile che tutte le forze politiche presenti in consiglio provinciale, con un atto di responsabilità, avviino un confronto franco al termine del quale arrivare al voto. “Ci auguriamo che maggioranza e opposizione, di fronte alle attese di ampia parte della nostra comunità e del sentire dell'opinione pubblica trentina, mettano da parte i ragionamenti opportunistici e trovino un accordo non al ribasso su questa legge”.












Trento, 16 settembre 2016

 

 

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