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Porfido, Fillea: l'impostazione della riforma va nella giusta direzione

Il segretario Zabbeni: “Giunta e consiglio provinciale abbiano il coraggio di varare una nuova legge sulle cave che risponda solo agli interessi della comunità e tuteli l'

 

Dopo mesi di attesa e sollecitazioni sembra pronta ad arrivare ai nastri di partenza la riforma del porfido. E il disegno di legge che il vicepresidente Alessandro Olivi si appresta a presentare in giunta provinciale andrebbe nella direzione più volte auspicata anche da Fillea Cgil. “Ci sono finalmente le premesse per avviare l'iter di riforma – ammette il segretario provinciale della Fillea, Maurizio Zabbeni, con Moreno Marighetti che segue il settore – e si vada finalmente nella giusta direzione. Almeno nelle intenzioni”. La riforma dovrebbe dare risposte efficaci alle richieste avanzate da Fillea ormai un anno fa ed, in particolare assegnazione alla Provincia di un ruolo di regia nella definizione dei criteri delle concessioni, salvaguardia dell'occupazione, garanzie di reinserimento del personale dichiarato inidoneo e tutela dei lavoratori, controlli in capo ad enti terzi, spinta verso l'aggregazione e l'innovazione, tracciabilità dell'intera filiera e ricomposizione delle responsabilità in capo al concessionario. “Attendiamo di vedere come questi propositi verranno tradotti nell'articolato e chiediamo già subito che la norma sia sufficientemente cogente. Abbiamo già visto che fine hanno fatto i buoni propositi dell'attuale norma”, insistono i due sindacalisti. Per Fillea è fondamentale che le nuove norme regolino in modo chiaro ed efficace non solo le concessioni future, ma anche l'esistente.

Vista la centralità della questione Zabbeni e Marighetti assicurano che nel momento in cui il disegno di legge sarà licenziato dall'esecutivo Rossi, Fillea si attiverà immediatamente per coinvolgere i lavoratori e discutere in assemblea i nuovi contenuti. “Intendiamo mantenere una pressione costante su questo tema, anche durante la discussione in consiglio provinciale. Siamo consapevoli, e lo dimostrano i fatti, che sul porfido si muovono interessi tra loro molto diversi. Faremo tutta la pressione possibile affinché il Consiglio provinciale abbia il coraggio di introdurre una riforma efficace, che tuteli veramente il porfido come bene comune e rispetti gli interessi, oggi calpestati, della comunità e dei lavoratori”, concludono Zabbeni e Marighetti.

 

 

 

 

Trento, 8 settembre 2016

 

 

 

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