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Il bonus ristrutturazioni spetta anche al convivente di fatto

Le unioni civili trasformano anche le agevolazioni fiscali”: commenta così l’amministratore delegato del Caaf Cgil del Trentino Rosanna Tranquillini, la recente risoluzione dell’Agenzia delle Entrate che ha dato il via libera alla detrazione delle spese per lavori di ristrutturazione sostenute dal convivente more uxorio.

Si tratta di un’interessante novità – commenta Tranquillini – ed è un effetto della legge (n. 76 del 20 maggio 2016) che ha regolamentato le unioni civili tra le persone dello stesso sesso e disciplinato le convivenze. Di conseguenza anche il perimetro della concessione del bonus per le ristrutturazioni è stato ampliato. Fino ad ora tale agevolazione era limitata soltanto per le spese sostenute se effettivamente rimaste a carico dei contribuenti che detengono, con idoneo titolo contrattuale, l’immobile in cui sono stati effettuati gli interventi”. Con la nuova risoluzione cambiano le regole: il convivente che sostiene le spese per gli interventi può ora beneficiare della detrazione anche se non in possesso di un contratto di comodato. Quindi il convivente more uxorio può fruire delle detrazioni al pari dei familiari conviventi, che già possono usufruire dello sconto fiscale per il recupero del patrimonio edilizio.

Il Fisco afferma che la disponibilità dell’immobile da parte del convivente risulta insita nella convivenza stessa. In sostanza attribuisce valore giuridico a questa formazione sociale, rilevando un ‘legame concreto’ tra il convivente e l’immobile destinato a dimora comune. “Ne deriva che le spese sostenute per interventi di recupero del patrimonio edilizio dal convivente more uxorio sono, pertanto, detraibili come quelle effettuate dai familiari conviventi”, conclude l’amministratore delegato del Caaf Cgil del Trentino.





Trento, 17 agosto 2016

 





 

 

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