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Progettone, Ianeselli: "Non si tratta di tagli, ma di un contratto di solidarietà"

In merito alle critiche avanzate dalla portavoce del Coordinamento dei lavoratori socialmente utili Daniela Gualazzi a proposito del nuovo contratto di solidarietà per i lavoratori del Progettone, Franco Ianeselli, segretario generale della Cgil del Trentino, ribadisce il valore dell'accordo tra sindacati e amministrazione provinciale in vista di un'estensione delle misure di tutela a tutte le persone espulse dal mercato lavorativo.

«Siamo tutti consapevoli - dice Ianeselli  - che il rinnovo del contratto del Progettone chiede dei sacrifici alle lavoratrici ed ai lavoratori già assunti. Ma questi non servono né a fare cassa, né a tagliare le risorse complessive destinate ai lavori socialmente utili in Trentino che, nel giro di pochi anni, sono più che raddoppiate. L'obiettivo è invece quello di garantire l'accesso ai tanti lavoratori che oggi sono esclusi: si tratta in tutto e per tutto di un'operazione di solidarietà interna».

«Ben sapendo che il trattamento economico dei lavoratori del Progettone non è ricco - aggiunge quindi il segretario - nella trattativa, invece di puntare alla riduzione dell'orario di lavoro, economicamente molto impattante, si è deciso di ridurre al minimo gli effetti sul potere d'acquisto delle lavoratrici e dei lavoratori. Ora il tavolo tecnico con Provincia e cooperative sta discutendo l'applicazione del contratto e da questo confronto confidiamo di riuscire a ridurre ulteriormente gli effetti su buste paga e pensioni future. Chi oggi lancia accuse contro i contenuti di quell'accordo, fa torto alla gran parte dei lavoratori del Progettone che, con senso di responsabilità, hanno appoggiato l'ipotesi di costruire un rinnovo contrattuale capace di fare solidarietà con chi oggi è escluso dai lavori socialmente utili». 

 

 

 

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