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PRG commerciale, Caramelle: “Il Trentino non è il Veneto, non servono nuove grandi superfici di vendita”

Il segretario della Filcams boccia il documento in discussione in consiglio comunale a Trento. “Così ci si limita ad accontentare i desideri

I contenuti del nuovo piano urbanistico commerciale non convincono Filcamas Cgil del Trentino. Il documento in discussione in questi giorni in consiglio comunale a Trento, secondo il segretario provinciale Roland Caramelle, è lontano dall'obiettivo di riordinare urbanisticamente la città e di prefigurarne uno sviluppo di qualità. “Con un provvedimento come quello presentato in consiglio comunale prosegue la politica di sempre, quella delle varianti puntiformi, spesso funzionali ad interessi privati, disorganiche e portatrici di disarticolazione urbanistica”.

Per il sindacato non ha senso pensare all'insediamento di nuove grandi strutture, lasciando ai margini ogni ragionamento sulla qualità dello sviluppo urbano e commerciale di Trento. “Prima di individuare nuove grandi superfici di vendita – insiste Caramelle – sarebbe stato opportuno fare una analisi attenta sulla struttura commerciale della città e sugli effetti della realizzazione delle strutture di grande distribuzione sul tessuto commerciale cittadino. Non si può escludere, inoltre, da questo ragionamento una seria riflessione che tenga conto del ruolo fondamentale che svolge la piccola attività artigianale - commerciale ed i negozi di vicinato”. Nessun accenno né proposta, aggiunge ancora il segretario “alla gravosa questione del caro affitti che spinge alla chiusura molte piccole attività commerciali”.

In questo progetto la giunta e la maggioranza di centrosinistra non hanno dimostrato abbastanza coraggio – sostiene Caramelle -. A Trento serve un piano commerciale in sintonia con un progetto di riqualificazione urbana, per ridare una fisionomia accogliente alla città, offrire qualità alla ospitalità turistica, a disegnare le caratteristiche specifiche della offerta trentina. Senza questi obiettivi si finisce con produrre piani di corto respiro, capaci solo di assecondare i desideri insediativi di questo o quel gruppo commerciale”.

Per Caramelle è opportuno, a questo punto, sospendere il dibattito in aula e ripartire da un confronto con tutte le parti, “confronto che ad oggi è stato insufficiente”, conclude il sindacalista.

 

 Trento, 28 luglio 2016

 

 

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