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Trasporto pubblico, la strada non può essere solo quella dei tagli

Montani, segretario Filt Cgil: “La partita per il rinnovo della concessione dovrà giocarsi sul terreno della qualità, dell'effici

Alla scadenza della concessione relativa all’assegnazione in esclusiva del trasporto pubblico a Trentino trasporti mancano ancora tre anni. Ma Stefano Montani, segretario Filt Cgil, tiene a richiamare l’attenzione sui lavoratori: “Nel 2019 la partita per l’auspicabile rinnovo della concessione mi auguro si giocherà sul terreno della qualità, dell'efficienza e della professionalità dei lavoratori e non solo sulla mera riduzione dei costi” afferma.

Mantenere il servizio di trasporto in mani totalmente pubbliche, soprattutto in Trentino, dove l'efficienza e la qualità non sono in discussione, salvaguarda i diritti dell’intera cittadinanza e risulta strategico anche per la gestione del territorio, in quanto meno traffico equivale a meno inquinamento.

È evidente – osserva Montani – che la Giunta provinciale per motivare l'eventuale scelta, tra le altre forme possibili,  dell'affidamento in house anche nel 2019, evitando dunque la gara d'appalto e i conseguenti rischi dell'arrivo di qualche multinazionale o grande gruppo privato, vuole e deve perseguire il modello più efficiente”: dunque, se mantenere pubblico il servizio è un obiettivo comune tra sindacato e politica, la soluzione “va trovata in modo consensuale e in tempi rapidi”.

Una proposta unitaria è stata presentata dal sindacato attraverso una commissione formata da lavoratori che rappresentano tutto il personale del servizio urbano – ricorda Montani – una soluzione ragionevole e mediata, che tiene conto anche delle esigenze aziendali, andando a rivedere alcuni turni di lavoro che possono comportare, forse, un paio di unità in più rispetto all'attuale organico”.

L’atteggiamento di Provincia e azienda, tuttavia, è a tutt’oggi di chiusura: “Se dovesse continuare, il malessere diffuso tra i lavoratori aumenterà – mette in guardia il segretario Filt – spingendoli sempre più su posizioni estreme, che non danno però alcuna risposta e montano un atteggiamento di sfiducia in chi cerca faticosamente di rappresentarli in modo responsabile. In questa situazione sarà facile per qualcuno continuare a cavalcare il malcontento, promettendo sapendo di non poter mantenere e fomentando così una conflittualità diffusa alla quale nessuno potrà più sottrarsi”.

Una situazione di questo tipo – conclude Montani – non gioverebbe a nessuno, andrebbe solamente a discapito degli utenti. Se le azioni di disturbo si moltiplicassero, gli attuali livelli di qualità e di efficienza raggiunti potrebbero calare, con elevate probabilità di dover andare verso una gara”.

 

 

 

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