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Ottima adesione allo sciopero dei metalmeccanici

Le tute blu compatte rispondono alla chiamata per il contratto nazionale

La risposta del territorio alla mobilitazione decisa unitariamente da Fiom, Fim e Uilm del Trentino è stata più che positiva. A un mese dall’ultima protesta, i metalmeccanici trentini hanno incrociato di nuovo le braccia per il contratto nazionale: a eccezione delle zone della Bassa Valsugana, dove vista la giornata festiva odierna lo sciopero è in programma per il 15 luglio, la mobilitazione è stata pressoché totale.

 

Alla Dana di Arco si è fermato il 90% della produzione, nello stabilimento di Rovereto l’80%, alla Coster 2 l’adesione allo sciopero è stata del 90% così come nel corso del primo turno alla Coster 3. Sempre al 90% anche la partecipazione alla ZF Padova di ArcoMeccanica Cainelli di Volano, alla ISAF, alla Sapes e alla Maragoni Meccanica (dove l’adesione ha raggiunto il 75% anche tra i colletti bianchi). Compatte le tute blu della Meccanica del Sarca e di Sandvik Italia, dove l’adesione è stata totale, 100%. Il 60% della produzione alla PAMA di Rovereto, il 75% degli operai della Mahle e l’85% della Mariani di Ledro completano il quadro dell’astensione dal lavoro.

 

La mobilitazione è stata decisa dai sindacati per tenere alta l’attenzione sul difficile rinnovo del contratto nazionale, bloccato nei fatti da Federmeccanica e Assistal da oltre sei mesi: inaccettabili, per le parti sindacali, le proposte sulle retribuzioni (aumenti solo per chi è a paga sindacale nazionale, in pratica il 5% dei lavoratori), la contrattazione aziendale (che la controparte datoriale vorrebbe far diventare alternativa, anziché integrativa della contrattazione nazionale), gli straordinari, la maturazione dei permessi retribuiti e l’orario di lavoro.

 

Oltre allo sciopero odierno, prosegue a oltranza, in Trentino, la forma di protesta che ha visto bloccare, dal 23 giugno, straordinari e flessibilità.

 

Trento, 11 luglio 2016

 

 

 

 

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